“Il mondo è ferito da guerre e soprusi, abbiamo bisogno di un canto di speranza”: l’omelia di Pasqua di Papa Leone XIV
“È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo che presto o tardi produce un frutto” perché la Pasqua “ci dona questa speranza, ricordandoci che nel Cristo risorto una nuova creazione è possibile ogni giorno”. A dirlo è Papa Leone XIV durante l’omelia della messa di Pasqua, a piazza San Pietro. Papa Prevost ha sottolineato che la Pasqua è “un nuovo inizio, è la vita finalmente resa eterna dalla vittoria di Dio sull’antico Avversario. Di questo canto di speranza – rileva ancora – oggi abbiamo bisogno“.
In un altro passaggio del suo discorso il pontefice ha fatto riferimento più esplicito alle guerre, ma anche agli scompensi del sistema capitalistico, alle questioni dell’ambiente, alle violazioni dei diritti civili. “La morte è sempre in agguato – dice il Papa -. La vediamo presente nelle ingiustizie, negli egoismi di parte, nell’oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione verso i più fragili. La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge”.
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