Buttafuoco in ‘Lupus in fabula’, quei dieci minuti mattutini hanno già prodotto un lungo elenco di opere
“Sabbenedica che significa quello che significa, il saluto, tutto d’augurio, di cose tutte buone e tutte belle. Dagli studi Rai di Venezia ecco ‘Lupus in fabula’: il racconto del giorno, fatto ogni giorno per arrivare a sera e trovare un libro sul comodino ed ecco la storia. Ecco il cunto di oggi”. È il jingle che apre la trasmissione. La sua voce è una carezza, le parole sono in sottrazione, il racconto è sussurrato e arricchito da citazioni tratte da canzoni e dalle preziose teche Rai. È la ‘grande bellezza’ per chi ascolta. Come per incanto comincia un viaggio fantastico: iperbole affabulatoria trasformano i libri in organismi vivi. Le storie si svelano, il testo ed il contesto travalica. È il rincuorare gli animi agitati. È il puntellare quel senso di straniamento, l’incertezza esistenziale e la confusione interiore della vita moderna. Sono scritti in trasposizioni che tentano di spiegare questi maledetti ‘Strani giorni’ quelli cantati da un altro grande siciliano l’amato Franco Battiato.
L’artefice di questo miracolo quotidiano – la trasmissione radiofonica si chiama ‘Lupus in fabula’, va in onda su Radio Rai 1 ogni mattina dalle 6 e 50 fino alle 7 dal lunedì al venerdì – è il siciliano Pietrangelo Buttafuoco (autore insieme a Giovanna Ciorciolini), giornalista, scrittore, autore e presidente della Biennale di Venezia. Finito da qualche settimana al centro di feroci polemiche perché tra i 99 paesi partecipanti alla Biennale Arte del 2026 ha voluto quest’anno che ci fosse anche un padiglione dedicato alla Russia, che mancava dal 2022. Apriti cielo. Ne è scaturito un caso politico, non solo internazionale, che ha messo in imbarazzo il già inguaiato governo di Giorgia Meloni. L’improbabile ministro della Cultura con gli stivali Alessandro Giuli – che ha sostituito un altro improbabile Gennaro Sangiuliano (scappato dal ministero per un amore sbagliato e una ferita di rasoio in testa) – ha alzato il tiro ed ha dichiarato guerra minacciando sanzioni contro Buttafuoco. Insomma, nessuna sorpresa se le polemiche impazzano e il 19 marzo 2026 il capo del prestigioso dicastero ha disertato l’inaugurazione del rinnovato Padiglione Centrale della Biennale di Venezia. Buttafuoco fa spallucce, il suo curriculum è una garanzia.
Tornando a ‘Lupus in fabula’, i libri e la vita, – la prima puntata è andata in onda il 29 settembre – quei dieci minuti mattutini hanno già prodotto un lungo elenco di oltre 132 opere. Un sublime laboratorio narrativo in forma radiofonica, una ‘bottega artigianale’ della parola, dove la letteratura si intreccia con l’attualità. Un programma sorprendente dove capolavori, autori e scritti quasi sconosciuti s’incontrano e palpitano: Il Conte di Montecristo, Le Troiane, Viaggio al termine della notte, Manifesto del futurismo, Cantico della creature, Mari stregati, Il Gattopardo, Le avventure di Pinocchio, I Promessi sposi, Cyrano di Bergerac, La fattoria degli animali, Frankestein, Libro Rosso, Così parò Zarathustra, Cuore, Dracula, Il birraio di Preston, Dorian Gray, Diario di un curato di Campagna, L’avaro, Diario minimo, La pelle, Lettera al padre, Mondo piccolo, ‘A livella, Il padrino, Il maestro e Margherita, la spartizione, La tragica storia del dottor Faustus, I fratelli Karamazov, Il nome della rosa, Lettera al mio giudice, Diario di un seduttore, L’idiota, Il buio e il miele, La storia infinita, Un trapezio per Lisistrata, Il male oscuro, Lo cunto de li cunti, Corte sconta detta Arcana, Il memoriale di Sant’Elena, Antigone, Madame Bovary, Il prete bello, Il deserto dei Tartari, Il piacere, Il lupo della steppa, Il re del mondo, Sette piani, Il povero Piero, Le operette morali, Guerra e pace, Non ti muovere e tanti altri.
Accade anche che un bambino scrive una lettera a Buttafuoco e in modo colloquiale – come lo si fa con un amico – racconta che al mattino al centro del tavolo c’è la radio e mentre fa colazione insieme alla mamma ascolta la puntata. Ecco la richiesta: “Sono appassionato de ‘Il giornalino di Gian Burrasca’. Ne puoi parlare?”. Eccolo accontentato il 5 febbraio, puntata dedicata a Vamba, pseudonimo di Luigi Bertelli, fondatore del ‘Giornalino della domenica’, dove appare per la prima volta il personaggio di Giannino Stoppani, detto anche Giamburrasca. E come dice Buttafuoco in chiusura di puntata: “E il nostro sabbenedica sia bene a tutti e sempre nel segno di Marco Polo che proprio qui da Venezia ci dice ‘Chi comanda nel racconto non è la voce ma l’orecchio'”.
Quando si hanno delle idee, una visione e un approccio non ideologico basta poco anche dieci minuti al giorno per contribuire a rendere questo sfortunato Paese meno decadente. Chissà cosa ne pensa il ministro con gli stivali Giuli.
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