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Stefano Cantino è il nuovo co-Ceo di Dolce & Gabbana: così il marchio si riorganizza dopo l’addio di Stefano Gabbana alla presidenza

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La riorganizzazione ai vertici di Dolce&Gabbana entra nel vivo. Dopo settimane di indiscrezioni (anticipate in primis da Bloomberg) e a pochi giorni dal terremoto societario innescato dalle dimissioni di Stefano Gabbana dalla presidenza, il gruppo ha ufficializzato oggi l’ingresso di Stefano Cantino nel ruolo di Co-CEO. Il manager lavorerà fianco a fianco con Alfonso Dolce, fratello di Domenico e attuale Presidente e Amministratore Delegato della maison. “Sono felice di avere Stefano Cantino al mio fianco, in questa nuova fase di crescita e sviluppo”, ha commentato Alfonso Dolce, dando il benvenuto a una figura di altissimo calibro nel panorama del lusso internazionale.

Un curriculum “pesante” per la transizione

Laurea in Scienze Politiche all’Università di Torino, Cantino non è un nome nuovo negli uffici direzionali delle griffe più blasonate. Il suo arrivo in Dolce&Gabbana è preceduto da una solida carriera maturata all’interno di giganti del settore quali Prada, Louis Vuitton e Gucci. Nelle precedenti esperienze ha ricoperto incarichi di vertice (incluso quello di Chief Executive Officer) con crescenti responsabilità globali in ambito commerciale, marketing e comunicazione corporate.

“È per me un onore entrare a far parte della Dolce&Gabbana che rappresenta in maniera straordinaria l’eccellenza italiana nel mondo”, ha dichiarato il neo Co-CEO. La nota diffusa dal gruppo chiarisce l’obiettivo strategico di questa nomina: Cantino è stato chiamato a guidare il percorso di evoluzione del modello organizzativo per trasformare Dolce&Gabbana da puro “Brand Fashion” a vera e propria “Azienda di Lifestyle”, consolidando le recenti aperture verso i settori della casa (Home) e del Beauty. Tradotto: diversificare e allargare il business ad ambiti oggi più redditizi della moda per cercare di rialzare i fatturati.

Il riassetto societario e l’addio di Stefano Gabbana

L’ufficializzazione di Cantino rappresenta il secondo, decisivo tassello di un complesso mosaico di governance che ha iniziato a svelarsi la scorsa settimana. L’azienda, fondata nel 1985 e da sempre saldamente sotto il controllo dei suoi creatori, sta infatti affrontando la più grande transizione manageriale della sua storia.

Tutto ha avuto inizio (almeno a livello formale) con la nota che annunciava le dimissioni di Stefano Gabbana (63 anni) dalle cariche amministrative nelle società del gruppo (Dolce & Gabbana Holding Srl, Dolce & Gabbana Trademarks Srl e Dolce & Gabbana Srl), operative retroattivamente dal 1° gennaio 2026. Al suo posto, la presidenza è stata assunta proprio da Alfonso Dolce, garantendo la continuità familiare. Il gruppo si è affrettato a precisare che questo passo indietro “non ha alcuna influenza sulle attività creative”, confermando l’inossidabile sodalizio stilistico di oltre quarant’anni tra Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Il duo continuerà a disegnare le collezioni, mantenendo inalterato quel DNA mediterraneo e sensuale che ha reso il marchio celebre nel mondo, consacrato fin dagli esordi dall’endorsement di star come Madonna (non a caso scelta come volto per il recente rilancio della fragranza The One).

Il nodo del debito e le sfide finanziarie

Tuttavia, dietro la facciata della continuità creativa, la partita che si sta giocando nei salotti finanziari milanesi è delicatissima. L’ingresso di un manager navigato come Stefano Cantino si inserisce in un contesto macroeconomico complesso, caratterizzato da un rallentamento strutturale e non più episodico del mercato globale del lusso. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la maison si starebbe preparando a negoziare con le banche una complessa ristrutturazione del debito, stimato in circa 450 milioni di euro, con la contestuale richiesta di nuovi fondi di liquidità fino a 150 milioni. Sul tavolo delle trattative, sebbene il gruppo non abbia ancora rilasciato commenti ufficiali in merito, ci sarebbero anche la possibile cessione di alcuni asset immobiliari e una revisione strategica per il rinnovo delle licenze.

L’incognita maggiore riguarda però l’assetto proprietario. Attualmente, l‘azienda vede Domenico Dolce e Stefano Gabbana detenere una quota paritaria di circa il 40% ciascuno, mentre il restante 20% è suddiviso tra Alfonso e Dorotea Dolce. Sempre secondo indiscrezioni finanziarie, Stefano Gabbana starebbe “valutando il futuro” della sua partecipazione. Un’eventualità che potrebbe aprire scenari inesplorati per la storica griffe indipendente: dall’ingresso di nuovi investitori di capitale fino a una ridefinizione radicale degli equilibri di un marchio che ha fatto della propria autonomia familiare e creativa un vanto internazionale per quattro decenni.

L'articolo Stefano Cantino è il nuovo co-Ceo di Dolce & Gabbana: così il marchio si riorganizza dopo l’addio di Stefano Gabbana alla presidenza proviene da Il Fatto Quotidiano.




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