“Mi hanno dato una carriola”: Tadej Pogacar e la bicicletta di riserva alla Roubaix. “Altezza sbagliata, gomme non adatte”
Tadej Pogacar ha concluso la Parigi-Roubaix 2026 al secondo posto, inchinandosi al belga Wout van Aert nella volata andata in scena nel Velodromo più iconico e famoso del mondo. Il fuoriclasse sloveno ha provato a staccare il rivale nei settori in pavé di Mons-en-Pévèle e del Carrefour de l’Arbre, ma non è riuscito nel proprio intento e ha dovuto chinare il capo allo sprint, rimandando l’appuntamento con la vittoria nell’Inferno del Nord e spegnendo i sogno di vincere tutte le Classiche Monumento della stessa stagione.
Il capitano della UAE Emirates ha dovuto fare i conti con una foratura quando mancavano 120 chilometri al traguardo: durante il settore in pavé numero 22 (il tre stelle di difficoltà da 2,5 km da Quérénaing a Maing), il balcanico è stato tradito dalla sua anteriore, è sceso dalla bicicletta ed è salito su un mezzo non suo, fornitogli da un’ammiraglia di servizio. Il 27enne ha pedalato su una bici “neutrale” per alcuni chilometri, accusando una trentina di secondi di distacco dal gruppo principale.
Dopo aver superato la fase più critica, Pogacar si è fermato e ha ricevuto la sua seconda bicicletta da parte della propria ammiraglia della UAE Emirates, rilanciando così l’inseguimento con un ritardo di 35 secondi dalla vetta e rientrando poco prima della Foresta di Aremberg, quando la bagarre si è intensificata.
Il Campione del Mondo è tornato su quell’episodio in una serie di dichiarazioni rilasciate ai media sloveni: “Ho corso per un po’ con la ruota anteriore bucata, ma quando ho forato anche quella posteriore non potevo più andare avanti, quindi ho dovuto cambiare la mia bici. Da Shimano mi hanno dato una ‘carriola’. Ho potuto correre per un po’, ma poi ho dovuto cambiare bicicletta di nuovo“.
Il vincitore di quattro Tour de France ha poi proseguito: “Poi è iniziato l’inseguimento e ho bucato di nuovo. Sono riuscito a iniziare il mio inseguimento, ma era da molto tempo che non correvo con una bicicletta Shimano. L’altezza della sella non era giusta e le gomme non erano adatte a quel tipo di terreno. Per questo ho dovuto cambiarla di nuovo“.
