Iran, Schlein a Meloni: “Inviare navi? Serve un accordo di pace”. E sull’import di gas russo: “Non ci sono le condizioni”
No all’invio di forze militari italiane, a meno che non ci sia “un accordo di pace”. Allo stesso tempo, è meglio che “il governo chiarisca che cosa ha in testa prima di fare gli annunci”. Elly Schlein parla alla Global Progressive Mobilisation, a Barcellona, e critica la posizione espressa ieri da Giorgia Meloni, dopo il vertice dei volenterosi, per la quale l’Italia sarebbe disponibile per mandare navi nello Stretto di Hormuz “previo via libera del Parlamento”.
Per la segretaria dem, però, a oggi “la cornice non è minimamente chiara e manca la precondizione che è un accordo di pace. Non basta la tregua, che peraltro è molto fragile”. Serve “un chiaro mandato multilaterale che in questo momento non c’è”. Pur non specificando da quale organismo internazionale dovrebbe arrivare il via libera per una missione nello Stretto di Hormuz, Schlein ha sottolineato che “non è la prima volta che la presidente del Consiglio partecipa a queste riunioni. Il punto è ciò che porta a casa. Dal vertice di ieri mi pare che non sia uscita né una cornice chiara né un accordo chiaro”.
A margine, Schlein ha risposto a una domanda sull’eventuale ripresa delle importazioni di gas dalla Russia, auspicata nei giorni scorsi – seppur con formule diverse – sia dall’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, sia dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. “Non ci sono le condizioni” ha detto Schlein, perché “ne tratterebbe profitto Vladimir Putin per alimentare la sua invasione criminale”. La leader del Pd ha aggiunto che Meloni “sta facendo la guerra alle rinnovabili” e che invece dovrebbe seguire l’esempio della Spagna che proprio grazie alle rinnovabili “è stata in grado di reggere molto meglio all’urto dell’oscillazione dei prezzi dell’energia” scatenate dalla guerra in Iran. “L’Italia dovrebbe fare in fretta e andare nella stessa direzione” della Spagna, “abbiamo sole, acqua e vento ma abbiamo un governo che fa la guerra alle rinnovabili che potrebbero creare velocemente lavoro di qualità, buona impresa e abbassare le bollette delle famiglie e delle imprese”. E ancora: “La settimana scorsa a causa della guerra illegale voluta da Trump e Netanyahu il prezzo dell’energia nello stesso giorno è stato di 180 euro MW/h in Italia e 18 MW/H in Spagna, ovvero in Italia è dieci volte maggiore“, ha fatto notare Schlein, rimarcando che “la Spagna sei-sette anni fa era in una situazione simile” a quella italiana ma che “molto velocemente ha fatto una politica industriale di sviluppo delle rinnovabili che ha portato risultati incredibili molto in fretta ed è riuscita a ridurre in modo drastico il prezzo delle bollette, cosa che”, ha proseguito,”bisognerebbe fare con urgenza in Italia perché sono tre anni che Meloni sul costo dell’energia non fa nulla se non dei decreti come quelli sui carburanti e le bollette che poi vengono immediatamente superati dai fatti voluti dai suoi alleati, Trump e Netanyahu, cioè le guerre”.
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