Bella Ciao e «mozzaorecchie»: lo show sul 25 aprile va in scena alla Camera (video)
Intermezzo musicale alla Camera, dove la sinistra ha intonato Bella Ciao nel corso della seduta, complice la doppia circostanza dell’approvazione del decreto Sicurezza e dell’approssimarsi del 25 aprile. A dare il là al coro è stato l’intervento del deputato del M5S, Riccardo Ricciardi, che ha anticipato la ricorrenza esordendo con un «Buon 25 aprile». Subito è scattato il riflesso musicale unitario, con Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli a dare il tempo, magari anche per esorcizzare il fatto che, invece, nel giorno della Liberazione vero e proprio parteciperanno in ordine sparso alle varie manifestazioni in giro per l’Italia.
Intermezzo musicale alla Camera
Il presidente di turno, Fabio Rampelli, ha faticato non poco a riportare l’ordine, che non è durato a lungo: più tardi, al momento dell’approvazione del decreto, la sinistra ha anche alzato cartelli con la scritta «La nostra sicurezza è la Costituzione», aggiungendo coreografia alle musiche. La sceneggiata è stata completata. Di contro dai banchi della maggioranza si è alzato l’Inno nazionale, che deve aver spiazzato un po’ l’opposizione, che si è accodata. Silenti, invece, i deputati della Lega, i quali hanno detto di non voler partecipare a strumentalizzazioni di sorta. Matteo Salvini, presente a Montecitorio, ha commentato la vicenda ricordando che «siamo qua per il decreto sicurezza, non è un festival canoro» e chiarendo comunque che «rispetto l’Inno nazionale ma quelli cantano “bella ciao”, mi sembra una mancanza di rispetto».
Dal fazzoletto dell’Anpi ai «mozzaorecchie»: va in scena il 25 aprile
Show e intemperanze non sono mancati anche in altre modalità: la capogruppo del Pd Chiara Braga intervenuta con il fazzoletto dell’Anpi al collo; brusii e applausi ironici quando la deputata leghista Laura Cavandoli ha “osato” dire che il 25 aprile «non è la festa della sinistra, è la festa dell’Italia liberata»; una frase del deputato Gianfranco Rotondi sui «mozzaorecchie della sinistra di oggi» che «se fossero stati al posto di Togliatti difficilmente avremmo avuto 80 anni di pace e progresso» che ha mandato su tutte le furie Nicola Fratoianni, il quale a sua volta ha ritenuto opportuno rilanciare la narrazione trita e in malafede – o profondamente ignorante, vai a capire – secondo cui ci sarebbe da vergognarsi ad avere la Fiamma nel simbolo.
Intanto passa il decreto Sicurezza
E, insomma, anche quest’anno la sinistra è riuscita a volgere in parodia la sua ricorrenza più “sacra”, peraltro portandosi avanti di un giorno. Nel frattempo la maggioranza approvava il decreto Sicurezza. Perché la Costituzione, come ha sostenuto l’opposizione, è certamente una sicurezza per tutti, anche a non volerla usare come arma contundente come fanno loro talvolta, ma se per strada c’è qualche agente in più e qualche coltello in meno, tutto sommato, stiamo tutti ancora più sicuri.
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