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Musetti: “Essere il secondo dietro a Sinner è difficile, ha alzato gli standard del tennis italiano”

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Essere il numero 2 dietro Sinner non è facile, ha alzato gli standard del tennis italiano. L’infortunio in Australia è stato difficile da gestire mentalmente perché è arrivato nel momento migliore della mia carriera. Arrivo a Roma con meno partite e fiducia, devo sfruttare il vantaggio di giocare in casa. Per arrivare all’equità dobbiamo essere uniti. Jodar mi ha impressionato, Cinà è cresciuto tantissimo”. Così ha parlato Lorenzo Musetti ai microfoni di Eurosport Italia, a poche ore dall’esordio agli Internazionali d’Italia 2026. Il carrarino è in cerca di riscatto dopo una stagione fatta di pochi alti e tanti bassi, condizionata dall’infortunio rimediato ai quarti di finale dell’Australian Open contro Novak Djokovic. “Muso” è tornato proprio su quel momento, difficile da gestire a livello mentale, per poi parlare del numero 1 del mondo Jannik Sinner e delle aspettative riguardo al torneo capitolino, in cui lo scorso anno ha raggiunto la semifinale.

Jannik Sinner: dalle pre-quali del 2019 al numero 1 del mondo

L’attuale numero 10 del mondo ha esordito parlando di Jannik Sinner, ricordando quella storica semifinale delle pre-qualificazioni degli Internazionali d’Italia 2019, conclusasi con la vittoria in rimonta dell’altoatesino per 6-7 7-6 6-3 in una battaglia di oltre 2 ore e 40 minuti. “Se ripenso a quella partita, mi viene subito in mente quel match point che ho avuto annullato da Sinner. Ѐ stato un match molto bello, lottato. Era la partita attesa da tutti. Sono passati tanti anni, è un bel ricordo che condivido con Jannik”.

L’azzurro ha proseguito riflettendo su quanto sia difficile essere il numero 2 del tennis maschile italiano, dietro a un fenomeno generazionale come Sinner che, grazie ai suoi risultati pazzeschi, ha alzato inevitabilmente l’asticella. “Jannik ha aperto una strada nuova per il tennis italiano. Quello che ha fatto e sta continuando a fare è qualcosa che nessuno in Italia aveva mai fatto. Lo standard dei tifosi e addetti ai lavori si è alzato molto, è una cosa che sento, nonostante sia arrivato alla quinta posizione del ranking, abbia raggiunto i quarti in tutti gli Slam e fatto semifinale in due di questi. La prima cosa che mi viene detta è che non vinco un titolo da 4 anni e io ci penso tanto a questo. Per questo motivo essere il secondo non è facile, le aspettative sono altissime”.

Dall’infortunio in Australia agli Internazionali d’Italia

Il crocevia (in negativo) della stagione del carrarino è stato senza dubbio l’infortunio con Djokovic ai quarti di finale dell’Australian Open, partita che Lorenzo stava controllando per 2 set a 0. Musetti ha raccontato quanto quel momento sia stato duro da gestire dal punto di vista mentale, oltre che fisico, nel vedere il proprio sogno svanire, ancora una volta per un problema fisico. “Non è stato facile, è stato un momento bellissimo da un lato, ma molto drammatico dall’altro. Sicuramente è stato l’infortunio più grave della mia carriera, arrivato nel momento migliore e per questo ha avuto un impatto così elevato dal punto di vista mentale. Ѐ stato difficile gestirlo perché ero pronto per fare qualcosa di grande, ma non è stato così. Ci vuole tempo per ricucire la ferita, ma sono convinto che dopo averlo fatto ritornerò più forte”.

E sul Masters 1000 di Roma, in cui nella passata edizione l’azzurro ha raggiunto la semifinale, prima di perdere dal vincitore del torneo Carlos Alcaraz: “Arrivo a Roma con meno partite rispetto all’anno scorso e con meno fiducia. Il pubblico romano e italiano in generale è un vantaggio da sfruttare. Gioco anche per loro e spero di riuscire a fare bene”.

Il boicottaggio degli Slam

L’argomento più discusso in questi ultimi giorni è stato il boicottaggio degli Slam proposto dalla numero 1 del mondo Aryna Sabalenka dopo l’annuncio di quello che sarà il montepremi del Roland Garros, troppo basso, secondo diversi giocatori, rispetto ai ricavi del torneo. “Ho appoggiato la lettera dei Top 10 – ha detto Musetti –, è una questione che da tempo va avanti e che stiamo affrontando tutti insieme. I leader delle due classifiche stanno cercando di mettere un po’ di pressione ai piani alti per arrivare all’equità. Dobbiamo essere più uniti possibile per farci sentire e per raggiungere dei risultati”.

Jodar e Cinà, il futuro è in buone mani

Lorenzo ha concluso parlando di due prodigi del tennis: lo spagnolo Rafael Jodar, classe 2006, e il palermitano Federico Cinà, classe 2007. I due sono in momenti diversi della carriera, con Jodar che occupa la posizione numero 34 del ranking, mentre l’azzurro si trova alla 225esima. Per Musetti, però, il potenziale non manca affatto: “Jodar recentemente ha dimostrato di essere veramente forte. A Madrid mi ha impressionato. Ho avuto la possibilità di allenarmi con lui a Barcellona e subito ho pensato a quanto fosse forte. Si vede quelli che hanno qualcosa di diverso. Lui e Cinà hanno uno stile simile, anche se Jodar ha una palla più pesante. Federico l’ho visto molto migliorato, è cresciuto, ha un ottimo timing sulla palla di rovescio che è il suo colpo migliore, ha migliorato il diritto e il servizio. Ha ancora tanti margini di crescita, l’età è dalla sua parte”.

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