Anguillara, nuovo rave in riva all’Adige. Il sindaco chiama i carabinieri
ANGUILLARA VENETA. Notte movimentata in riva all’Adige per un nuovo rave non autorizzato nell’area golenale del boschetto di Borgoforte. Come in altre occasioni, un gruppo di giovani fin dalla sera si è accampato oltre l’argine e ha trascorso la notte a suon di musica, tra le proteste di chi abita nei dintorni e i controlli dei carabinieri.
E proprio la presenza delle forze dell’ordine nei principali punti d’accesso ha impedito che altre persone si unissero alla festa non autorizzata, creando ulteriori problemi di ordine pubblico. Limitato perciò il numero dei partecipanti: una cinquantina di persone in tutto, fra i venti e i trent’anni, hanno trascorso la notte “da sballo” in riva al fiume.
Oltre la metà di loro, quasi trenta, sono stati identificati dai carabinieri, fra loro ci sono anche gli organizzatori. Nei prossimi giorni i militari li segnaleranno all’autorità giudiziaria per i reati di disturbo della quiete pubblica e occupazione abusiva di suolo.
Le prime chiamate, fra cui quella del sindaco Alessandra Buoso, erano arrivate già nella tarda serata di sabato 30 luglio. «Poco dopo le 23.30 avevo avvisato i carabinieri di questo raduno al boschetto» spiega il sindaco «come già era capitato in passato, con numeri anche superiori. Il vicesindaco aveva anche raggiunto la zona ma non si è fidato di scendere, anche perché tutta l’area è al buio. Si sentiva la musica a tutto volume e si notavano delle luci. Poco dopo sono arrivati i carabinieri che hanno presidiato la zona per tutta la notte, evitando che la situazione potesse degenerare. Purtroppo è quanto possiamo fare, mi spiace ogni volta per il disagio e l’allarme che si creano alle famiglie di Borgoforte e ringrazio le forze dell’ordine per l’intervento».
Alcune pattuglie della Compagnia di Abano Terme hanno bloccato le vie di accesso al boschetto, impedendo così che altri giovani potessero unirsi al rave. Poiché non c’erano situazioni di potenziale pericolo, i militari sono rimasti sull’argine fino all’alba, identificando i giovani che nel frattempo lasciavano la festa.
Non ci sono stati particolari problemi di ordine pubblico, ad eccezione della musica avvertita soprattutto al di là dell’Adige, in provincia di Rovigo, ma anche da diversi residenti di Borgoforte. Il silenzio è tornato solo al mattino, quando i carabinieri sono entrati nell’area golenale e anche gli ultimi giovani hanno lasciato il boschetto.
«Queste bravate ci tolgono il sonno» racconta una signora che abita nei paraggi «perché oltre alla musica c’è anche il continuo via vai delle auto che crea pericolo. Questa volta i carabinieri si sono piazzati all’imbocco della strada evitando così una maggiore confusione. Anche in primavera c’era stato un altro raduno, ma di dimensione più contenute». Un copione che si ripete: un anno fa, era il 18 luglio, i carabinieri erano intervenuti al boschetto occupato dal rave.