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Matteo Arnaldi cede in tre set ad Alexander Zverev dopo una lotta furibonda ad Acapulco

Ci ha provato Matteo Arnaldi (n.33 del ranking) a far saltare il banco nella sfida di primo turno dell’ATP500 di Acapulco (Messico) contro il n.2 del mondo, Alexander Zverev. Il ligure ha impegnato in quasi tre ore di gioco (2 ore e 46 minuti) il tedesco sul cemento centroamericano, andando avanti di un set, ma poi commettendo errori importanti nelle fasi decisive. Ne ha approfittato Zverev, impostosi col punteggio di 6-7 (2) 6-3 6-4. Il teutonico, quindi, affronterà negli ottavi di finale l’americano Learner Tien, a segno nel primo round contro il britannico Cameron Norrie.

Nel primo set i due giocatori sono molto efficaci nel turno al servizio, trovando soluzioni tali da abbreviare lo scambio. Nel decimo game, però, Arnaldi ha una possibilità per far suo il parziale, ma Zverev annulla la chance. Nel tie-break, il giocatore allenato da Alessandro Petrone sfodera un grande tennis, alternando colpi di potenza e giocate di tocco, che spiazzano Zverev. Il 7-2 è la logica conseguenza.

Nel secondo set il rendimento nei colpi da fondo del ligure cale e sale la percentuale di errori, specialmente dal lato del dritto. Nel quarto game, l’azzurro concede il break non essendo sufficientemente attendo nel coprire la rete, su un passante di rovescio del tedesco da posizione assai scomoda. Il n.2 del mondo non concede possibilità di contro-break e la frazione si conclude sullo score di 6-3.

Nel terzo set si ripete un po’ lo stesso canovaccio del secondo. Arnaldi va in difficoltà nel terzo game e sbaglia in maniera abbastanza clamorosa un dritto incrociato, eseguendo il colpo con troppo poco margine. Nel sesto gioco il tennista nostrano si costruisce due palle del contro-break e nella prima opportunità in particolare fa la scelta sbagliata, volendo eseguire un pallonetto non facile, quando avrebbe potuto far giocare una volèe a Zverev che non ha in questo fondamentale il top del proprio repertorio. Il n.2 ATP, dunque, archivia sul 6-4 con un ace al centro.

Leggendo le statistiche, si nota un grande equilibrio: entrambi con il 64% di prime di servizio in campo e col 78% dei punti vinti con la prima. A fare la differenza, chiaramente, è nella percentuale di palle break salvate: 3/3 per il tedesco e 2/4 per Matteo. Una sfida che, come spesso accade, si è decisa nei dettagli.




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