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Июнь
2025

Matteo morto a 20 anni: «Ha amato la vita e pensava al futuro»

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PAVIA. Una vita spezzata troppo presto per colpa di una malattia. La famiglia e gli amici di Pavia piangono Matteo Garbero morto a 20 anni. Non è riuscito a superare una malattia che lo tormentava da tempo. «Amava la vita e voleva vivere, nell’ultimo mese però le sue condizioni sono peggiorate. E ora non c’è più», ricorda la madre Stefania.

Il ricordo dei genitori

Un vuoto enorme per la famiglia di Matteo, che abita in centro nella zona di corso Garibaldi. Matteo lascia il padre Mauro, venditore all’ingrosso di ferramenta, la madre Stefania e Virginia, la sorella maggiore di tre anni. A piangerlo anche tanti amici di Pavia che l’avevano apprezzato fin da bambino. «Aveva affrontato la malattia sempre con il sorriso, guardando avanti - ricorda ancora la madre -. Aveva messo a fuoco il senso della vita, pensava al futuro». Matteo era cresciuto in città. Le scuole dell’obbligo dalle suore Canossiane, vicino a casa; poi i licei Taramelli e Olivelli. Proprio negli anni del liceo la scoperta della malattia. Inizialmente un dolore alla gamba, poi la grave diagnosi.

Una malattia che ha sempre affrontato, spiegano i genitori, continuando a studiare, arrivando al diploma di maturità. E poi l’iscrizione all’università, alla Cattolica di Milano dove studiava Economia. «Ci ha detto di recente che gli ultimi mesi sono stati i più belli della sua vita, il viaggio con tutta la famiglia negli Stati Uniti due anni fa, poi quello lo scorso anno con la sorella a Londra. Senza contare quelli con gli amici. Aveva risposto bene alle terapie, ha lottato a lungo - ricordano i genitori di Matteo, distrutti per la scomparsa del figlio - . Si era anche trasferito a Milano, trovando un appartamento per vivere e studiare stando più vicino alla sede dell’università. Era felice della sua indipendenza».

Le condizioni del 20enne pavese sono poi peggiorate nelle ultime settimane. Lasciando un vuoto enorme in tutti coloro che gli volevano bene.

Sabato l’ultimo saluto

Intanto sabato mattina, alle 11, nella chiesa dei Santissimi Primo e Feliciano di via Langosco ci sarà il funerale. A officiarlo sarà don Marino Neri, sacerdote vicino alla famiglia. «Sono stato vicino alla famiglia in questo periodo, un momento duro che stiamo affrontando con la fede in Dio». Un dramma per l’intero quartiere, nella zona di corso Garibaldi, come ricorda anche il parroco della chiesa di via Langosco. «Siamo tutti affranti e vicini alla famiglia», ha spiegato don Davide Rustioni.

La salma del giovane pavese, intanto, è stata ricomposta nella casa funeraria di via Ciapessoni, poi la tumulazione sarà nel cimitero di San Giovannino a Pavia.




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