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Almeno un anno di ritardo per le opere Pnrr attorno al nodo di Bergamo: un caso paradossale

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Non sono bastati i commissari nominati dal governo per garantire il rispetto delle tempistiche dei lavori ferroviari finanziati dal Pnrr nel territorio bergamasco e sulla Milano-Pavia. Il raddoppio della linea Bergamo–Ponte San Pietro, il collegamento ferroviario tra Bergamo, l’aeroporto di Orio al Serio, la nuova stazione ferroviaria di Bergamo, il potenziamento della linea Gallarate–Rho e quadruplicamento della Milano-Pavia registrano, infatti, ritardi di almeno un anno.

I primi tre interventi avrebbero dovuto essere completati entro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, ma oggi accumulano slittamenti significativi, con pesanti disagi per i pendolari e un sicuro incremento dei costi complessivi.

Particolarmente critico appare il ruolo del Commissario straordinario nominato per le opere su Bergamo e su Gallarate, che è anche il direttore della Direzione Operativa Territoriale Infrastrutture di Milano di Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Si tratta della struttura che ha la competenza operativa sull’infrastruttura ferroviaria del Nord Italia, Lombardia compresa, e quindi sulle opere lombarde. In altre parole, il Commissario dovrebbe vigilare sull’operato di RFI che se stesso dirige, essendo lo stesso che ha appaltato i lavori e ne gestisce la realizzazione tecnica.

Controllore e controllato per gettare fumo negli occhi. Una situazione paradossale, che solleva evidenti dubbi sull’efficacia del commissariamento e sulla reale capacità di RFI di garantire tempi certi, trasparenza e tutela dell’interesse pubblico.

Il commissariamento non può ridursi a una mera formalità: servono responsabilità chiare, controllo indipendente e rispetto degli impegni assunti con cittadini e pendolari. E neppure può essere usato come foglia di fico dell’inefficienza dell’appaltatore RFI e dell’azienda che ha vinto gli appalti.

I ruoli di controllore e controllato allo stesso tempo non assicurano una velocizzazione dei lavori, anzi. La storia dei commissari straordinari in Italia si può sintetizzare nel fallimento della ricostruzione de L’Aquila dopo il terremoto: RFI si è presa in carico troppe opere ed ora sta collassando, come nel caso lombardo.

I disagi cui vanno incontro i pendolari e l’impatto ambientale sono tali che sarebbe necessario rivedere i progetti del raddoppio della Bergamo-Ponte San Pietro, della ristrutturazione della stazione principale e del collegamento con l’aeroporto di Orio al Serio. Sono in essere autobus sostitutivi da Bergamo a Ponte S.Pietro e poi il trasbordo dei pendolari sul treno o verso Milano o verso Lecco con un tempo di viaggio allungato di mezz’ora all’andata e altrettanto al ritorno. Causa lavori, la stazione ridurrà la sua operatività per oltre tre anni.

Lo scalo diventerà un ponte terrazzato giustificato da “ruolo urbano” con il pretesto per realizzare enormi spazi commerciali, di ristorazione e fantomatici servizi per il turismo visto che quelli ferroviari con la biglietteria elettronica tenderanno a sparire. La stazione ferroviaria è tagliata in due con alcuni binari tronchi lato Treviglio e altri binari tronchi lato Brescia. Parzialmente la linea per Lecco e Milano verrà chiusa al traffico ferroviario e sostituita da autobus. Mentre la linea per Orio al Serio, il cui finanziamento è inserito in una quota parte nel Pnrr, è passata dagli iniziali 170 milioni agli attuali 209.

Tre anni di interruzione dei treni sulla linea Milano-Lecco e la riduzione di quelli per Milano (via Treviglio) e per Brescia sono un alto prezzo da pagare per l’utenza. Questa limitazione della circolazione con ritardi e soppressioni di treni non è sostenibile né economicamente né socialmente. In particolare per i modesti risultati attesi da questi potenziamenti visto che la Bergamo-Carnate rimarrà a binario unico fino a Ponte S. Pietro. Mentre il traffico per Orio al Serio è sovrastimato: sul lato sud est di Bergamo, sarebbe stata più utile una metro leggera che andasse oltre Orio e fino alla tangenziale sud evitando con una galleria l’attraversamento a raso del quartiere di Boccaleone.

Anche il quadruplicamento tratta Milano Rogoredo-Pavia sta allungando notevolmente i tempi complessivi dell’intervento a causa della sua suddivisione in due fasi. Pure per quest’opera è stato nominato un commissario straordinario, si tratta di Chiara De Gregorio, un alto dirigente di RFI che riveste anche il ruolo di Direttore Investimenti Area Centro. Su questa linea interruzioni e rallentamenti prolungati per manutenzioni straordinarie, con periodi di circolazione su un solo binario o di sospensioni totali, sono state un calvario per i pendolari nella scorsa estate.

L'articolo Almeno un anno di ritardo per le opere Pnrr attorno al nodo di Bergamo: un caso paradossale proviene da Il Fatto Quotidiano.




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