Alberto Trentini libero, stendiamo un velo pietoso su chi oggi si prende meriti
Alberto Trentini è libero. Presto sarà in Italia.
Oggi tutti si attribuiscono meriti, ma così non è stato e non è. I quasi 15 mesi trascorsi in quella prigione potevano e dovevano essere evitati. Nel frattempo sono usciti detenuti americani, svizzeri, olandesi, francesi. Il prigioniero francese è uscito perché il governo, che pure non riconosce il risultato elettorale venezuelano, ha almeno preso le distanze dall’intervento illegale del duo Trump-Rubio.
Oggi il ministro Tajani ha voluto ringraziare il segretario di Stato Usa, viene da chiedersi perché: forse l’intervento ha qualcosa a che vedere con il colpo di Stato? Lo stesso Trump non ha mai parlato di diritti umani, ma solo di petrolio e materie prime da mettere sotto controllo. Sarà il caso, in queste ore, di evitare strumentalizzazioni e propaganda.
Per questo il grazie di Articolo 21 va ad Armanda Colusso Trentini e a papà Ezio che hanno resistito con forza e dignità in tutti questi mesi. Poi grazie alla avvocata Alessandra Ballerini, che difende anche le famiglie Regeni, Paciolla, Rocchelli, vera protagonista delle trattative, da sempre impegnata nella difesa degli ultimi, a cominciare da quelli dei migranti.
Grazie agli amici di Luca che hanno animato ogni giorno iniziative per la liberazione di Alberto. Grazie a quanti, in tutta Italia, non hanno aspettato le invasioni di Trump per nominare e sostenere questa battaglia civile. Un grazie infine a quei media e quei giornalisti, in prima fila il Fatto ed Estefano Tamburrini, che hanno ogni giorno illuminato quel carcere impedendo che il nome di Alberto venisse oscurato e archiviato.
Per il resto stendiamo un pietoso velo.
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