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Australian Open: da Valentova a Krejcikova. Cinque nomi da evitare al primo turno

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Il digiuno tennistico è terminato. La scorpacciata di repliche che siamo stati costretti a sorbire per svariate settimane è ormai un lontano ricordo. Il circuito è approdato in Australia, dove sono in corso svariate tappe preparatorie in vista del primo grande appuntamento del 2026, a Melbourne. La trepidante attesa è smorzata dall’inizio del tabellone cadetto, nel quale, con un pizzico di mestiere e furbizia, è possibile scovare qualche interessante nome che potrebbe sbarcare nel main draw, e chissà, compiere un’impresa simile a quella di Learner Tien, il quale, dopo aver passato indenne i tre turni di qualy, piombò nel tabellone principale sconfiggendo prima Ugo Carabelli e poi Daniil Medvedev in uno dei match più memorabili della scorsa stagione.

Insomma, un po’ di scouting – in attesa dell’esordio delle star – non guasta mai, ma in questo articolo ci occuperemo di ben altro. Il sorteggio dell’Australian Open avverrà tra pochissimi giorni, e anticipando i tempi, abbiamo deciso di portarci avanti mettendo a fuoco 5 profili di giocatrici (fuori dalle teste di serie) che potrebbero risultare scomode per le prime della classe in caso di abbinamento al primo turno. (Qui la versione maschile dell’articolo).

Daria Kasatkina

Sarà il primo Australian Open da tennista di casa, per Daria Kasatkina, passata dalla nazionalità russa a quella australiana nel 2025, a seguito dell’atteggiamento persecutorio verso la comunità LGBT+ da parte del suo ex paese. La scorsa stagione – oltre al cambio di residenza e bandiera – è stata parecchio travagliata per l’ex numero 8 del ranking, che ha deciso di anticipare il termine della sua programmazione a causa del forte stress imposto dall’intenso calendario dei tornei e dalla monotonia della sua vita da giocatrice. Dasha ha già fatto il suo ritorno nel circuito dopo mesi di pausa, e quest’anno, non impiegherà molto prima di raggiungere la sede dell’Australian Open, dato che ormai Melbourne è divenuta la sua nuova casa. Varcare l’ingresso del Melbourne Park da australiana, fa tutta la differenza del mondo per una tennista, dato che il tifo aussie è uno dei più calorosi in assoluto.

Quando una teste di serie affronta una giocatrice di casa, agli AO, non si sa mai cosa può accadere, e le carte si mischiano in modo sbalorditivo. Daria ha ritrovato la vittoria all’alba di questo 2026 contro Sakkari – altra protagonista di questa lista – in quel di Adelaide, e dopo gli ottavi raggiunti lo scorso anno a Melbourne – da russa -, in quest’edizione vorrà migliorare il risultato, sostenuta dalla bolgia aussie.

Maria Sakkari

Non può piovere per sempre, nemmeno per la greca Maria Sakkari. L’ex numero tre del mondo è sprofondata in classifica dopo un 2025 terrificante, avviando un parallelismo quasi mistico con Stefanos Tsitsipas, suo connazionale altrettanto in difficoltà negli ultimi anni. Il tennis ellenico è giunto ai vertici grazie al suddetto duo, per poi conoscere una profonda crisi nel biennio ’24-25, durante il quale Sakkari è scivolata sino alla novantesima posizione.

Poche, pochissime le vittorie a livello Slam ottenute la scorsa stagione. Ma quest’anno, con un po’ d’ottimismo, la tendenza può essere invertita, e già dall’Australian Open. Durante la United Cup, infatti, Sakkari ha mostrato un piglio diverso in un evento che è certamente qualcosa in più d’una esibizione. Non è soltanto la forma del doppio successo registrato ai danni di Osaka e Raducanu ad essere significativo, bensì il contenuto di esse. Se contro l’ex numero uno giapponese la greca si è imposta con una superiorità schiacciante, nel match con la britannica ha dimostrato di essere tornata a sopportare la lotta, la fatica – fisica e psicologica. Insomma, Maria è tornata ad essere affamata, vuole tornare ad ogni costo al vertice del ranking, e Melbourne potrebbe essere l’appuntamento perfetto per dar prova del suo ritorno.

Tereza Valentova

Tra le decine di rising stars che proliferano nel cosmo tennistico, Tereza Valentova è senz’altro parte di questa lista. Classe 2007, numero 60 del ranking e un gran feeling col cemento. La precoce tennista ceca è arrivata nel mondo delle grandi senza chiedere il permesso, semplicemente sfondando la porta col suo immenso talento e il suo istinto, componente che non si acquisisce mediante alcun allenamento.

Un carattere forte, scevro dal limitante sentimento della paura. Tereza è approdata nel cosmo Slam soltanto nell’ultima estate, tra Roland Garros e US Open, e in entrambi casi ha superato le aspettative guadagnando il main draw in Francia e a Flushing Meadows. A Melbourne, il tabellone principale le spetta di diritto, e risparmiarsi la fatica delle qualificazioni, questa volta, potrebbe essere un grande vantaggio per la diciottenne di Praga, potenziale ‘spauracchio’ delle teste di serie dell’Australian Open.

Barbora Krejcikova

Oltre ad esser rientrata tra le protagoniste delle ‘migliori dieci partite da ricordare del 2025’, Barbora Krejcikova ha appena oltrepassato la soglia dei trent’anni, dunque l’ex numero due del mondo inizia ad appropriarsi dell’appellativo di ‘veterana’. La ceca, tennista elegante e straordinaria, è stata anche vincitrice di due Slam – l’ultimo a Wimbledon, nel 2024, ai danni di Paolini -, ma qualche acciacco fisico non le ha consentito di ripresentarsi a Church Road al meglio, fermandosi soltanto al terzo turno nell’ultima edizione. Nulla di tragico, apparentemente. In realtà, la discrepanza di performance a Wimbledon tra il 2024 e il 2025, è costata parecchie posizioni in classifica a Barbora, ripartita dalla casella numero 80.

Il suo tennis intramontabile può ancora apparire elegante quanto tagliente per le avversarie, che soffrono costantemente le geometrie della ceca, abilissima in tutte le zone del campo, ma specialmente a rete. Una classifica poco si addice al suo status, ma che potrebbe metterla dinanzi a una big del circuito già dal primo turno del Grand Slam australiano.

Francesca Jones

Quello dell’inglese è un nome che potrebbe far discutere, ma la scelta dell’inserimento di questa ristretta lista va oltre dei semplici motivi tennistici. Francesca Jones, numero 150 del mondo all’inizio del 2025, si presenterà ai blocchi di partenza di Melbourne da 70° in classifica, grazie a un’annata, o meglio, un’estate particolarmente positiva.

La britannica, a differenza delle colleghe, convive con un deficit fisico non indifferente. A Francesca, infatti, mancano ben cinque dita. Ne ha 8 in totale nelle mani e 7 ai piedi, mancanza che, soprattutto in uno sport come il tennis, avrebbe indotto alla resa qualsiasi altra atleta. Ma non Jones, che compete – imperterrita – anche contro il parere dei medici. Il suo stile di gioco, tra l’altro, è tutt’altro che banale e statico. L’inglese si muove egregiamente e non disdegna i colpi aggressivi, così come il godersi la vita fuori dal campo da tennis.

Al momento del secondo titolo WTA in carriera, ottenuto in quel di Palermo, Jones fece una rapida capatina in conferenza stampa, ‘fuggendo’ via per la sfrenata voglia di dar inizio ai festeggiamenti, negando persino la sua disponibilità per lo ‘shooting della vincitrice’ che si sarebbe tenuto il giorno seguente. Peccato che l’inglese aveva già prenotato un soggiorno nella splendida località sicula di Taormina assieme al team, dunque, non si prestò mai a scattare quelle fotografie.

Il suo modus vivendi extra-campo ha poco a che vedere col suo comportamento dentro al rettangolo di gioco. La sua grande cordialità e simpatia si tramuta in una maschera di serietà. Il tennis per lei è un’opportunità, un’occasione per dimostrare a tutti che i limiti fisici possono essere superati. L’inglese sbarca agli AO – per la seconda volta in main draw – per affrontare tutte a viso aperto, con delle consapevolezze maggiori rispetto agli scorsi anni.




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