Rom tenta una rapina a Lonate Pozzolo, ucciso dal padrone di casa: in duecento assaltano l’ospedale
I banditi hanno agito in tarda mattinata, quando presumevano che a Lonate Pozzolo, nel Varesotto, fossero tutti al lavoro. Hanno suonato il citofono più volte per assicurarsi che non ci fosse nessuno in casa, hanno forzato la porta d’ingresso e sono entrati nella villa.
Ma in casa c’era Jonathan Rivolta, 33 anni, reduce dal turno di notte. Quando si è alzato, in cucina, si è trovato davanti due uomini che non hanno esitato a colpirlo a calci e pugni tanto da fargli sbattere la fronte violentemente contro lo stipite di una porta. A questo punto Rivolta ha preso una lama, pare il pugnale di un kit di sopravvivenza da trekking, e ha colpito uno dei due al fianco: Adamo Massa, 37 anni, residente in un campo rom alla periferia di Torino.
I due complici sono fuggiti, lasciando una scia di sangue che dalla casa arrivava al cancello. Quando sono arrivati i soccorsi e i carabinieri il padrone di casa era seduto su una sedia, preoccupato che i rapinatori potessero tornare e fare del male ai suoi genitori, che al momento erano fuori. Soccorso con il labbro tumefatto, i segni di pugni al volto e un profondo taglio alla fronte, Jonathan è stato trasportato all’ospedale di Gallarate.
Da Torino in trasferta a Lonate Pozzolo per svaligiare una casa
Nel frattempo i rapinatori, a bordo di un’auto con un complice, sono corsi verso l’ospedale di Magenta. Hanno abbandonato il ferito fuori dal Pronto soccorso, ormai agonizzante, tanto che i medici non hanno avuto nemmeno il tempo di cercare di operarlo. La vittima è un nomade, italiano e residente in un campo nel Torinese, così come lo sono con tutta probabilità i suoi complici che ora sono ricercati dai carabinieri di Varese.
Alcuni familiari del rapinatore e altri abitanti del campo rom, giunti in massa (secondo il Corriere della Sera sarebbero stati in duecento) al pronto soccorso, hanno dato vita a momenti di tensione danneggiando la porta d’ingresso della struttura sanitaria, una volta appresa la notizia del decesso. Si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per ristabilire la calma. Le indagini sull’episodio, coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (indaga il pubblico ministero Nadia Calcaterra), sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio e dal Nucleo investigativo provinciale. Al momento il fascicolo aperto riguarda solo l’ipotesi di tentata rapina; non risulta invece alcuna iscrizione per omicidio, in quanto il racconto del proprietario di casa è stato ritenuto al momento attendibile.
L’attività investigativa prosegue in ogni caso a 360 gradi per valutare tutti gli elementi della vicenda, e sempre secondo quanto apprende l’AdnKronos, dovrebbe essere disposta con ogni probabilità l’autopsia sul corpo del rapinatore deceduto.
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