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Giorgia Piccolin: “So qual è il mio obiettivo. L’Esercito mi sosterrà anche dopo la carriera da atleta”

Giorgia Piccolin è stata l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La tennistavolista nativa di Bolzano si è raccontata a 360 gradi tra inizi, presente e futuro con il mirino ben puntato verso i Giochi Olimpici Estivi di Los Angeles 2028, per la seconda partecipazione sotto i Cinque Cerchi.

L’altoatesina inizia dai ricordi dell’edizione precedente, quella di Parigi 2024: “È passato ormai un anno e mezzo, ma i ricordi sono ancora ben nitidi nelle mia mente. Un evento magnifico. Soprattutto averlo conquistato. Il percorso che ho fatto per raggiungere quell’obiettivo. Sicuramente è stato tosto e difficile, ma la felicità è stata incredibile. L’emozione della convocazione è stata speciale. Sono andata io in prima persona a ritirare i borsoni all’Acqua Acetosa. L’unico dispiacere? Senza dubbio aver fatto quel percorso assieme al mio ragazzo che, a sua volta, lottava per qualificarsi per i Giochi. Purtroppo lui non c’è riuscito per un soffio. Per quel motivo ero felice per me ma triste per lui”. 

Giorgia Piccolin prosegue nei suoi ricordi olimpici: “Parigi, poi, è una città speciale per me, dato che vi ho vissuto per 2 anni. Mi sentivo quasi a casa. L’emozione dell’Arena è stata fantastica. 7.000 spettatori, un tifo caldissimo. Io purtroppo ho perso subito contro una fortissima giapponese. Anche se ero stata eliminata ero comunque felice, ero in un altro mondo. Le Olimpiadi fanno questo effetto. La Cerimonia d’Apertura? Quanta pioggia e freddo! Per fortuna avevamo tute pesanti”. 

L’atleta classe 1996 racconta poi i suoi inizi:Mi sono avvicinata al tennistavolo per caso. D’estate andavo sempre al mare a Lido Di Savio e mentre gli altri giocavano a beach volley, io ero attratta dal ping pong. Così, quando siamo tornati a casa, ho trovato società una a Bolzano e ho iniziato a giocare. Sin dai primi passi mi è sempre piaciuta la competizione e aver iniziato con i miei fratelli è stato ancora più bello. Ci siamo spronati, giocavamo ovunque e nel mio caso ho trasformato la mia passione in lavoro. Ho avuto modo di studiare in una scuola speciale a Bolzano nella quale si poteva anche fare sport. Per fare un esempio la frequentava anche Tania Cagnotto e, quando c’ero io, era presente Simone Giannelli. Ora sono nell’Esercito. Gli inizi non mi sono pesati molto. I sacrifici fatti li facevo per lo sport che amavo. Ora, invece, essere lontana da casa, dato che vivo a Terni, mi pesa un po’”. 

A livello tecnico come è cambiato il suo modo di giocare? “Ho vissuto uno stravolgimento tecnico dalla parte del dritto, rispetto al rovescio che mi è sempre venuto in maniera naturale. Il dritto invece è stato più meccanico, un colpo su cui lavorare. Gli allenatori mi hanno sempre dato una loro opinione e ho cambiato negli anni. Maturando ho capito che la parte mentale è fondamentale. Io ci lavoro tanto e ho iniziato sui 23-24 anni a focalizzarmi verso le Olimpiadi. Avere quel sogno mi ha dato la forza di lavorare per un obiettivo”. 

Gli obiettivi futuri, ovviamente, sono chiari:Ho le idee precise. So che dovrò lavorare con stimoli giusti, intensità e concentrazione in ogni allenamento. So qual è il mio obiettivo. Se non lo raggiungerò so che comunque avrò dato tutto. Può capitare. So che saranno 2 anni e mezzo intensi e dovrò partecipare a tanti tornei internazionali per migliorare la mia classifica. Si qualificheranno in 2 per Nazione e io ci spero. Cosa farò dopo il tennistavolo? So che l’Esercito mi sosterrà e nel caso potrò lavorare con loro. Poi penserò anche alla famiglia”. 

CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI OA FOCUS




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