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Groenlandia, Meloni: “Valutiamo la nostra presenza insieme agli alleati della Nato. Difficile l’intervento militare”

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Dopo il programma di riarmo Gcap per acquistare nuovi aerei da combattimento, Giorgia Meloni in visita in Giappone ha affrontato il tema della Groenlandia, l’isola danese nel mirino degli Usa di Donald Trump. La premier non esclude l’invio di soldati italiani, ma solo in ambito Nato. In ogni caso, l’operazione militare Ue Artic Endurance non andrebbe letta come ostile agli Usa. Prima di lasciare Tokyo per volare in Corea del Sud (ultima tappa della missione in Asia) la premier italiana annuncia anche la disponibilità ad entrare nel Board of Peace per Gaza, e condanna le uccisioni del regime iraniano con la repressione delle proteste in piazza.

“Groenlandia è territorio di responsabilità Nato”

“Il rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia è un tema serio, che però sta nell’ambito della del dialogo all’interno dell’Alleanza Atlantica, cioè la Groenlandia va considerato territorio di responsabilità della Nato“, ha avvisato la premier incontrando i giornalisti all’ambasciata d’Italia a Tokyo. Il ragionamento sull’invio di uomini nell’artico è “sicuramente necessario”, ha aggiunto Meloni, ma da affrontare “all’interno dell’Alleanza Atlantica, anche per quello che eventualmente riguarda la nostra presenza”. Dunque non si esclude la presenza di reparti italiani. Del resto “l’Artico è strategico non solo per gli Stati Uniti, ma anche per noi e per l’Europa”.

“Difficile l’intervento militare”

Meloni si è soffermata sullo stile “Trump”, poco rispettoso del diritto internazionale per sua stessa ammissione. “Non ho bisogno del diritto internazionale”, aveva dichiarato Trump il 9 gennaio in un’intervista al New York Times, sottolineando che il suo potere di commander-in-chief è limitato solo dalla sua “stessa moralità”. “Conosciamo i metodi assertivi del presidente americano”, ha aggiunto Meloni, “credo sia un modo per segnalare con maggiore forza una problematica reale. Negli ultimi anni forse c’è stata una sottovalutazione di un’area che oggi è particolarmente importante”. La premier non crede alla possibilità di un’escalation militare: “Ritengo molto difficile un intervento militare di terra. La questione è politica e politicamente verrà risolta, anche con un impegno maggiore di tutti”.

L’invio di soldati europei? “Non c’è divisione tra Usa e Ue”

Intanto la Francia ha già inviato 15 soldati mentre si attendono anche i reparti della Germania, Svezia e Norvegia nell’ambito dell’operazione Artic Endurance. Neppure la Spagna ha escluso l’invio di contingenti. “Penso non vada fatto l’errore di leggere quello che stanno facendo gli altri Paesi europei come una volontà divisiva”, ha aggiunto Meloni cercando di placare gli animi sulle due sponde dell’Atlantico. La premier ha ribadito l’importanza del dialogo tra i governi occidentali all’interno della Nato, “anche per cercare di non muoversi in ordine sparso, cioè di dare un senso a quello che si sta facendo”. Fondamentale la coesione Ue-Usa sul fascicolo Groenlandia, con Meloni nel ruolo di paciere: “Non lo leggerei come divisivo nel rapporto con i nostri alleati americani, lo leggerei come una risposta rispetto a una preoccupazione che gli americani hanno e una capacità dei paesi dell’Unione Europea di assumersi le proprie responsabilità”.

L'articolo Groenlandia, Meloni: “Valutiamo la nostra presenza insieme agli alleati della Nato. Difficile l’intervento militare” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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