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‘La scodata’ di De Chiesa: “Goggia si preserva, di Franzoni mi colpiscono due aspetti. Brignone? Mi aspetto faccia bene”

SOFIA GOGGIA E IL PROBLEMA DELLA SCORREVOLEZZA

Indubbiamente in termini di scorrevolezza è meno performante rispetto al passato. Credo possa dipendere da due fattori: il peso ed il tipo di neve. Forse ha perso qualche chilo? Il manto può fare la differenza: se andiamo a vedere i tratti di scorrimento a St. Moritz e Val d’Isere, non aveva fatto fatica come a Zauchensee e Tarvisio. Escludo invece che si tratti di un problema di materiali, perché Nicol Delago ha vinto con i suoi stessi sci (Atomic).

LINDSEY VONN IN POLE PER LE OLIMPIADI

La grande favorita è la Vonn: finora è sempre salita sul podio tra superG e discesa, tranne in una gara che ha concluso in quarta posizione. Non si può negare che sia la candidata n.1 alle medaglie della velocità. L’americana ieri ha perso il superG perché non voleva farsi male, è stata molto intelligente, perché è entrata con una traiettoria più larga sul dosso prima dell’ultimo salto, di fatto facendo più strada, ma senza rischiare nulla. Chi invece ha rischiato un grave infortunio è stata la Robinson: cercare di rientrare in una porta quando si è così fuori rotta è da scriteriati.

UNA GOGGIA PIÙ MATURA 

Quest’anno Goggia sembra preservarsi un po’ di più: ad esempio sull’ultimo salto in superG non si è presa i rischi della vincitrice Aicher. E’ maturata dal punto di vista tattico: l’esperienza e la vita l’hanno resa più consapevole. Resto convinto che Sofia abbia le carte per provare a battere tutte a Cortina.

L’EXPLOIT DI NICOL DELAGO

Nicol Delago non la vedo vincente su una pista normale. Può arrivare nelle 10, forse anche qualcosa meglio. Invece su una pista come quella di Tarvisio ha fatto emergere le sue qualità. E’ migliorata tecnicamente e nei tratti di scorrimento è il solito fulmine. Alle Olimpiadi tutto può succedere, ma ad oggi le favorite sono altre.

IL TABÙ DI LAURA PIROVANO

Dentro di me spero che questo agognato podio possa arrivare proprio alle Olimpiadi. Io parlo di destino, non tanto di psicologia dell’atleta. In questo momento Laura può andar forte su qualsiasi pista, perché scia molto bene, deve stare attenta solo ad evitare qualche errore. Forse fa un pelo più di fatica in superG.

COSA TI ASPETTI DA FEDERICA BRIGNONE A KRONPLATZ?

Io penso che possa fare una bella gara, altrimenti non si presenterebbe al cancelletto. Il risultato mi interessa relativamente. Io sono come le vecchie nonne, penso più alla salvaguardia della sua salute. L’importante è che stia bene e non senta male al ginocchio: questa è la mia aspettativa.

GIOVANNI FRANZONI ANTAGONISTA DI ODERMATT COME LO FU SARRAZIN?

Secondo me Franzoni scia meglio di Sarrazin. Il francese rischiava davvero tanto, forse troppo. L’italiano invece scia bene, senza arrivare giustamente a quell’atteggiamento spregiudicato. A me piace più Franzoni, fa le cose nel modo giusto. Di lui mi colpiscono l’eleganza e la compostezza. Le cose che fa nascono da una squisitezza tecnica di base. Inoltre, con qualche chilo di muscoli in più, è diventato molto più scorrevole, come abbiamo visto in Val Gardena e a Wengen. Ormai è diventato uno sciatore completo nella velocità.
Se va così, è già un rivale di Odermatt. Lo svizzero ha voluto strafare in superG, perché aveva visto la prestazione di Franzoni e sapeva che sarebbe stato difficile batterlo: l’azzurro gli ha messo pressione!

PARIS E LA KERNEN-S INDIGESTA

Paris in superG è stato bravo a salvarsi e a non cadere. La caviglia sinistra gli faceva un po’ male, sono ancora i postumi della caduta in allenamento a Copper Mountain. In discesa invece è stato bravissimo, è andato veramente forte, sarebbe finito anche secondo se non ci fosse stata la Kernen-S. Si tratta di un passaggio d’altri tempi, ma anche iconico, che non si può eliminare. Uno come Paris soffre tantissimo lì, da sempre. Ha perso tanta velocità rispetto agli altri, tuttavia per il resto ha sciato benissimo. Ritengo che l’ascesa di Franzoni possa fungere da stimolo ulteriore per Paris.

INNERHOFER MERITA LE OLIMPIADI?

Innerhofer, per quello che sta facendo, merita le Olimpiadi. Si giocheranno la convocazione sul filo del rasoio, si deciderà tutto a Kitzbuehel. Ben venga avere questi problemi di abbondanza: significa che la squadra c’è e diversi atleti sono meritevoli.

NON SI PUÒ DIRE LO STESSO DELLO SLALOM…

Vinatzer l’abbiamo visto alle prese con modifiche di sciata che sono anche produttive per certi aspetti, ma per altri ha perso velocità dove in genere la faceva. A Wengen era anche arrivato debilitato a causa della febbre. Al momento veleggia intorno alla decima posizione: questa è la sua dimensione. Sala è ancora molto indietro dopo l’infortunio e nelle prime tre gare di gennaio non ha sciato bene. Alcuni giovani finalmente si sono qualificati, però né Canins né Barbera né Saccardi hanno sfruttato l’occasione. Saccardi, per l’atteggiamento, è quello che mi è piaciuto di più, mentre gli altri due si sono limitati più al compitino. In slalom al momento non abbiamo una squadra competitiva.




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