Champions League, Inter e Napoli si complicano la vita
Non è stata una grande notte per il calcio italiano, ma in fondo c’è poco di cui sorprendersi degli stenti di Inter e Napoli. Servivano due vittorie per alimentare i progetti di qualificazione diretta agli ottavi di finale per Chivu e ai playoff per Conte, sono arrivate una sconfitta e un pari che alimenta rimpianti. Al Napoli non è bastato nemmeno giocare quasi tutta la partita in superiorità numerica e trovarsi in vantaggio per chiudere il lavoro a Copenaghen mentre l’Inter, che aveva difronte la squadra oggi più forte d’Europa, semplicemente non ha fatto l’impresa che serviva.
Il risultato è che i nerazzurri escono per la prima volta dalle magnifiche otto d’Europa e, a meno di sconvolgimenti, non ci rientreranno nemmeno vincendo l’ultima a Dortmund. Ammesso che vincano. Mentre i partenopei continuano a camminare su un filo sottile. Hanno mantenuto almeno un gollettino di vantaggio sul Copenaghen, e alla fine potrebbe risultare decisivo, però contro il Chelsea non saranno ammessi passi falsi. E nella follia dell’ultimo mercoledì di Champions League ci sarà l’obbligo di giocare per vincere perché non si sa mai cosa può capitare.
L’Inter si è arresa all’Arsenal giocando una partita coraggiosa e allo stesso tempo mortificante. Sul piano delle occasioni ci sono rimpianti, su quello del gioco no: gli inglesi hanno gestito dall’inizio classifica e ritmo del match, affondando quando hanno voluto. Siccome è la terza volta in Europa che l’Inter piega la testa quando l’asticella si alza (e vanno aggiunti gli scontri diretti persi in campionato), bisogna concludere che Chivu non ha ancora trovato l’antidoto o, più brutalmente, che non ci sono la stessa qualità e intensità della passata stagione.
E il Napoli? Il solito gol di McTominay non è bastato e nemmeno giocare più di un’ora in undici contro dieci. Nemmeno che Milinkovic Savic murasse un rigore è stato sufficiente, visto che Larsson ha ribadito in rete. Conte ha gettato all’assalto tutti quelli che aveva compresi gli epurati, ha visto i suoi sciupare qualche occasione propizia nel finale e il pareggio che porta a casa ha un sapore dolce e amaro. Calcolatrice alla mano era importante non perdere a Copenaghen, nella realtà dei fatti quella con il Chelsea sarà una finale a tutti gli effetti. Da giocare con gli stessi uomini contati. In palio la sopravvivenza e una montagna di soldi.
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