Добавить новость
ru24.net
World News in Italian
Январь
2026
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
25
26
27
28
29
30
31

“Non curiosavo tra le foto di Chiara Poggi sul suo computer. Io e Marco siamo ancora amici, ci siamo sentiti 3 settimane fa. Se mi sento una vittima? Sì”: Andrea Sempio si racconta a Quarto Grado

0

“Non ho mai curiosato nel computer di Chiara Poggi, lo usavo per giocare ai videogiochi con suo fratello Marco. Io e lui siamo rimasti amici, ci diamo supporto e conforto sulla vicenda”. A dirlo è Andrea Sempio, l’uomo indagato della Procura di Pavia per l’omicidio di Chiara Poggi, che si racconta in un lungo faccia a faccia con tutti gli opinionisti di Quarto Grado. Ospite del programma condotto da Gianluigi Nuzzi, infatti, il 37enne di Garlasco si apre alle domande dello studio, fornendo così la sua personale versione su tutto quello che è successo il 13 agosto 2007, giorno in cui viene assassinata la 26enne, e sul lungo percorso giudiziario che ne è seguito.

“Lo scontrino del parcheggio l’ho ritirato io. Perché non chiamai Marco Poggi? Non sapevo cosa dire”

Come raccontato da Sempio in più occasioni, il 13 agosto 2007 lui si sarebbe recato a Vigevano per acquistare un libro, poi sarebbe passato a casa di sua nonna a Garlasco e, infine, a pranzo a casa dei suoi genitori. Per supportare la sua versione, il 37enne aveva conservato in casa il tagliando del parcheggio di Vigevano in cui sostiene di aver sostato il giorno dell’omicidio di Chiara: “Sono andato lì, ho trovato la libreria chiusa e sono andato a fare un giro in piazza. Lo scontrino è stato fatto da me e poi ritrovato dai miei genitori qualche giorno dopo. Data la situazione, lo abbiamo tenuto. Perché lo porto un anno dopo? Perché mi viene chiesto un anno dopo, nei primi interrogatori non me lo chiedono. Se non me lo chiedevano restava lì nel cassetto”, spiega Sempio. Dato che la libreria era chiusa, racconta ancora, avrebbe deciso di tornarci il giorno dopo, come dimostrerebbe un altro scontrino che lui ha conservato: “Non c’è una ragione specifica per cui lo abbiamo tenuto, è rimasto anche quello e i miei hanno deciso di tenerlo. In realtà non sono gli unici, durante le perquisizioni avevano trovato altri biglietti del parcheggio con date casuali”, commenta.

Una volta tornato da Vigevano, Sempio racconta di aver trascorso il resto della giornata con i suoi familiari. E, nel primo pomeriggio, di essere passato in due occasioni di fronte alla villetta Poggi, dove nel frattempo si stavano radunando le Forze dell’Ordine dopo il
ritrovamento del cadavere della 26enne: “Prima che spuntassero le foto, avevo detto che ero passato lì davanti due volte, una da solo e l’altra con mio padre, e ora a distanza di 20 anni sono uscite queste foto che confermano il mio racconto”, spiega ancora l’indagato. Secondo la sua versione, però, nonostante avesse capito che fosse successo qualcosa di grave nella casa del suo caro amico Marco, il 37enne avrebbe preferito non chiamarlo al telefono: “Non sapevo cosa dire in quella situazione, ma vorrei sapere quanti altri lo hanno chiamato, nessun altro. Telefonare a Marco per dirgli che c’erano ambulanze e Carabinieri fuori casa sua (senza sapere che cosa fosse successo precisamente, ndr) non mi sembra la cosa migliore da fare. Io poi ho avvisato gli altri amici, non in quell’istante perché stavamo capendo cosa fosse successo, ma li ho avvisati un paio d’ore dopo”.

L'articolo “Non curiosavo tra le foto di Chiara Poggi sul suo computer. Io e Marco siamo ancora amici, ci siamo sentiti 3 settimane fa. Se mi sento una vittima? Sì”: Andrea Sempio si racconta a Quarto Grado proviene da Il Fatto Quotidiano.




Moscow.media
Частные объявления сегодня





Rss.plus
















Музыкальные новости




























Спорт в России и мире

Новости спорта


Новости тенниса