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Emergenza in Sicilia, opposizioni e ambientalisti contro il governo. Bonelli: “Niscemi frana e loro pensano al Ponte”

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Mentre a Palermo si è insediata lunedì mattina la cabina di regia operativa della presidenza della Regione per affrontare i danni provocati dal ciclone Harry e per gestire l’emergenza a Niscemi, dove si allarga il fronte della frana e sono oltre mille i cittadini sfollati, esplode la polemica politica. A poche ore dal Consiglio dei ministri, che a quasi una settimana dai danni provocati dal ciclone dichiarerà lo stato di emergenza nei territori del Sud Italia colpiti, prevedendo dei primi stanziamenti per gestire le immediate necessità, opposizioni e associazioni ambientaliste puntano il dito contro il governo di Giorgia Meloni.

“Di fronte a territori che franano e a città lasciate senza protezione, la destra al governo sceglie di non investire in prevenzione, ma di buttare 14 miliardi di euro nel progetto propagandistico del Ponte sullo Stretto di Messina. È una scelta politica chiara: sacrificare la sicurezza delle persone sull’altare di un’opera inutile”, attacca deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli. La frana a Niscemi per il co-portavoce di Europa Verde è “il simbolo del fallimento totale di questo governo, che mentre il Paese viene colpito da eventi meteo estremi sempre più violenti continua a negare la crisi climatica e a bloccare le politiche di prevenzione e messa in sicurezza del territorio”. “Sicilia e Calabria – Prosegue Bonelli – sono oggi tra le aree più esposte al rischio idrogeologico, aggravato dalla tropicalizzazione del clima. In tre anni gli eventi meteo estremi hanno causato circa 30 miliardi di euro di danni; con l’ultimo ciclone che ha colpito il Sud si è già arrivati a un miliardo. Numeri enormi che raccontano l’irresponsabilità di chi governa”, conclude ribadendo che “questa destra negazionista e climafreghista combatte il Green Deal e le politiche ambientali, salvo poi presentarsi sulle macerie a parlare di prevenzione”.

La senatrice del Movimento 5 stelle Ketty Damante sottolinea come sul dissesto idrogeologico il governo abbia “completamente tirato i remi in barca tagliando dal Pnrr 6,5 miliardi di euro e su cui persino l’Ance aveva lanciato l’allarme”. “Ora – aggiunge – occorre intervenire in modo deciso per garantire alle famiglie evacuate una sistemazione oltre che ripristinare servizi essenziali come viabilità e scuole. Non possiamo perdere tempo, servono interventi tempestivi e strutturali per la messa in sicurezza del territorio”. Il deputato del Pd Peppe Provenzano ricorda al governo che i dem hanno presentato “due emendamenti al milleproroghe per sospendere i tributi delle popolazioni colpite dalla devastazione in Sicilia e restituire subito ai siciliani un miliardo impegnato sul Ponte di Salvini – che nel 2026 è inutilmente buttato perché comunque non sarà mai speso – per gli interventi di ricostruzione”. E tutto questo “va esteso anche a Niscemi”, conclude.

Sulla stessa linea anche il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani: “Ancora una volta l’Italia rincorre le emergenze invece di prevenirle con azioni di mitigazione e adattamento. Mentre il governo con il Cdm decreta lo stato di emergenza per la Sicilia e i territori del sud Italia colpiti dal ciclone Harry resta il grande silenzio su come affrontare la crisi climatica in atto”. “Da tre anni – aggiunge – il Paese attende l’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, Pnacc, un piano rimasto solo sulla carta, dato che le risorse economiche necessarie per attuarlo non sono state mai stanziate”. Ciafani ricorda che “neanche nell’ultima legge di bilancio è stato inserito un riferimento al Pnacc, mentre dall’altro lato il governo va spedito sul Ponte sullo stretto di Messina. Intanto i territori sono sempre più schiacciati dalla crisi climatica che avanza con un’Italia che di anno in anno si trova a fronteggiare eventi meteo estremi in aumento e fenomeni come gli uragani mediterranei che prima non conosceva”. L’appello di Legambiente al governo è di intervenite oltre aiutando i territori colpiti anche mettendo “in campo una strategia nazionale per la prevenzione”.

L'articolo Emergenza in Sicilia, opposizioni e ambientalisti contro il governo. Bonelli: “Niscemi frana e loro pensano al Ponte” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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