LE INTERVISTE – Antonio Conte post Chelsea-Napoli: “Orgoglio e rammarico, Joao Pedro ha fatto la differenza”
C’è un’immagine che riassume la notte europea del Napoli: Antonio Conte sotto lo spicchio dei tifosi azzurri, tra applausi e quel volto tirato di chi sa di aver sfiorato l’impresa impossibile. Nonostante un’infermeria che somiglia a un bollettino di guerra, il suo Napoli ha guardato in faccia i campioni del mondo del Chelsea, cedendo solo al cinismo dei singoli. In questa intervista rilasciata a Sky Sport, emerge tutta la filosofia del tecnico leccese: il rifiuto del “pullman” davanti alla porta, l’accettazione del duello a tutto campo e quella rabbia lucida per un cammino europeo compromesso altrove. È un Conte orgoglioso, ma che non cerca alibi, nemmeno davanti a tredici assenze pesanti.
Antonio, un Napoli che esce a testa altissima, forse con un risultato che non rispecchia quanto visto in campo. Cosa è mancato stasera?
“La differenza l’hanno fatta le conclusioni: loro sono stati molto più cinici e precisi di noi. Ma c’è grande orgoglio e soddisfazione. Non dimentichiamo che avevamo più di mezza squadra fuori, eppure abbiamo giocato meglio del Chelsea. Meritavamo molto di più, lo dico con convinzione.”
Joao Pedro è sembrato l’uomo ovunque. È lui il vero spartiacque del match?
“Assolutamente sì. Joao Pedro ha fatto la differenza, è un calciatore veramente importante per loro. A livello qualitativo, nell’ultimo terzo di campo, sono stati più bravi. Non hanno avuto chissà quante occasioni, ma il punto è questo: quando i top club tirano, fanno male. Noi abbiamo messo tanti cross, creato situazioni, ma dobbiamo migliorare nella stoccata finale.”
Si legge tanta amarezza nei suoi occhi. Il rammarico è per questa partita o per il percorso generale?
“L’ho detto chiaramente ai ragazzi: il rammarico vero è Copenaghen. Quella partita ci ha praticamente condannati, costringendoci a giocarci la vita contro un top club che ha vinto il Mondiale e che vanta campioni straordinari anche in tribuna. Mi dispiace perché avrei voluto continuare a misurarmi con i migliori.”
Dal punto di vista tattico si è visto un Napoli coraggioso, quasi spregiudicato.
“Abbiamo giocato senza paura, sempre con 50 metri di campo alle spalle e cercando il duello individuale. È questo il calcio che propongo: il gioco è in evoluzione, ti devi adeguare. Non esiste più l’idea di mettersi vicino alla porta ad aspettare o piazzare il ‘pullman’ per ripartire. Se gli altri sono bravi a schiacciarti va bene, ma non deve essere una scelta subita.”
Qual è la differenza principale che avverte tra queste notti europee e la Serie A?
“In Champions trovi squadre che giocano a viso aperto. C’è un’intensità diversa, servono gamba e accettazione del duello fisico. Non è che manchi la tattica, è che si corre di più per difendere il campo. In Italia, spesso, trovi avversari che si arroccano e devi essere chirurgico nel trovare il varco. Il mio obiettivo è portare i ritmi della Champions stabilmente nel nostro DNA.”
Tredici assenti, un’eliminazione che brucia, ma uno Scudetto e una Supercoppa sul petto. Da dove riparte il Napoli domani?
“Dalla mentalità. Quella stessa mentalità che ci ha portato a vincere in Italia la sto inculcando per l’Europa. Dobbiamo crescere, accettare gli errori che contro certi campioni paghi carissimo, e guardare avanti. Con più giocatori a disposizione, il futuro di questo progetto non può che essere migliore.”
A Prime Video, Conte ha completato il discorso concentrandosi anche sullo stato di forma personale e della sua squadra, con tono chiaramente polemico: “Io sto bene e ho voglia di andare avanti. Non sarà facile, a causa degli infortuni e anche del calendario. Vorrei conoscere i fenomeni che hanno deciso che scenderemo di nuovo in campo sabato…poi non ha senso parlare di infortuni e altre problematiche”.
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