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Londra guarda a Pechino: Starmer da Xi e il messaggio (indiretto) a Washington

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Londra si avvicina a Pechino. Il premier britannico, Keir Starmer, si è infatti recato nella Repubblica popolare, dove ha incontrato il presidente cinese, Xi Jinping.

“Questa mattina, il presidente Xi Jinping ha avuto un incontro proficuo con il primo ministro britannico Keir Starmer. I due leader hanno concordato sulla necessità che Cina e Regno Unito sviluppino un partenariato strategico globale, coerente e a lungo termine. Ciò riflette la nuova visione delle due parti sui rapporti bilaterali e fornisce solide e stabili aspettative di cooperazione in vari settori tra Cina e Regno Unito”, ha dichiarato il ministero degli Esteri cinese. “Oggi ho incontrato il presidente Xi a Pechino. Abbiamo ribadito il nostro impegno comune a costruire un partenariato strategico a lungo termine che porterà benefici a entrambi i nostri Paesi, mantenendo al contempo un dialogo franco e aperto sulle aree di disaccordo”, ha affermato, dal canto suo, Starmer.

Downing Street ha quindi scelto di rafforzare i suoi rapporti con Pechino. Il che va letto principalmente come una stoccata all’amministrazione Trump, con cui l’attuale premier britannico è ai ferri corti su vari dossier: dalla Groenlandia all’accordo sulle Isole Chagos. La mano tesa di Starmer a Xi è quindi funzionale a colpire indirettamente la Casa Bianca, secondo una logica che ha recentemente sposato anche il premier canadese, Mark Carney. E proprio questo fattore ha portato a una rinnovata tensione tra Washington e Ottawa. Alcuni giorni fa, Donald Trump ha infatti minacciato di imporre dazi al 100% al Canada, qualora quest’ultimo dovesse sottoscrivere un’intesa commerciale con Pechino.

Insomma, stanno crescendo le fibrillazioni tra la Casa Bianca e il Commonwealth britannico. Senza ovviamente trascurare che Londra e Ottawa sono due storici membri della Nato. Il che pone potenzialmente dei problemi, visti i loro rapporti sempre più stretti con la Repubblica popolare. Ricordiamo, tra l’altro, che uno dei punti di dissidio tra Trump e Carney riguarda la realizzazione del Golden Dome: il progetto di scudo missilistico che, l’anno scorso, fu criticato proprio da Pechino. Non è quindi affatto escludibile che, adesso, i rapporti tra il presidente americano e Starmer possano peggiorare ulteriormente.

È vero: martedì Politico aveva riferito che il premier britannico, con il suo viaggio in Cina, non voleva dare l’impressione di attuare una strategia antiamericana. Tuttavia il fatto che questa visita avvenga proprio nel mezzo delle rinnovate tensioni tra la Casa Bianca e Downing Street potrebbe portare Trump a pensare l’esatto opposto. Anche perché Xi non aspetta altro che continuare a incunearsi nella Nato e nel rapporto tra Washington e Londra.




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