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Mister Manzo adesso ci riprova «A Lungavilla un ambiente speciale professionali e umili per salvarci»

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Sulla rinascita del Lungavilla c’è ancora una volta la firma di Roberto Manzo, tornato sulla panchina dei biancoverdi a caccia di un'altra clamorosa salvezza, dopo la felice esperienza di due anni fa. La storia trentennale del tecnico di Santhià inizia a scriversi nel 1993: dopo l’esordio nelle giovanili della Pro Vercelli, Manzo sceglie la Biellese, proseguendo il suo lavoro con i giovani e vivendo un anno di C2 accanto all’allora primo allenatore Patrizio Sala. La storica promozione con il Dufour Varallo, e le miracolose salvezze ottenute con il Greggio e con la Virtus Vercelli sono parte di un percorso che, dopo la parentesi al Pro Palazzolo in Prima categoria, ha riportato l'allenatore piemontese sulla panchina degli oltrepadani.

«Nella mia prima esperienza a Lungavilla abbiamo ottenuto la salvezza disputando un ottimo girone di ritorno - racconta il tecnico di Santhià - da subito, ho instaurato un rapporto sincero con il presidente e con il direttore. Con la professionalità e con l’umiltà si possono ribaltare tutte le situazioni». Nonostante la notevole distanza che separa Santhià da Lungavilla, il tecnico raggiunge il campo almeno un’ora prima di ogni impegno, pretendendo la massima disponibilità dal gruppo: «I chilometri che percorro non mi pesano, credo sia fondamentale dare l’esempio, e non accetto la superficialità di chi, pur avendo le possibilità, arriva 5 minuti prima dell’allenamento. Essere credibili è la chiave per riaccendere ogni squadra - spiega Roberto Manzo -. Quando perdere diventa normalità, bisogna entrare nella testa di ogni giocatore; tutti devono sentirsi importanti».

Dal ritorno in panchina di Manzo, ogni domenica mattina la squadra si raduna per pranzare insieme, si allena tre volte a settimana proseguendo anche durante i periodi di riposo dal campionato. «Cerco di responsabilizzare ogni ragazzo, per ricevere il massimo sono pronto a ribaltare tutto: ho ereditato una squadra che giocava con il 4-3-3 e ora alterniamo il 3-5-2 al 4-3-1-2. È necessario acquisire consapevolezza, migliorare la condizione e concentrasi in difesa; per raggiungere la salvezza serviranno almeno 35 punti».giovanni repossi




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