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“Minacce mafiose ai vertici del Foggia Calcio”, la Dda di Bari chiede tre condanne fino a 7 anni

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Ordigni sotto l’auto del figlio del patron, ma anche del capitano, del capo ultras e dei dirigenti del Foggia calcio, tutto avvenuto tra giugno 2023 e maggio 2024. Per questo la Direzione distrettuale antimafia di Bari ha chiesto tre condanne nel processo con rito abbreviato sulle ipotizzate minacce mafiose ai vertici del Foggia Calcio per estendere il controllo della criminalità organizzata sulla società sportiva che lo scorso maggio è finita in amministrazione giudiziaria. Le richieste di pena sono state formulate dalla pm Bruna Manganelli davanti al giudice per l’udienza preliminare di Bari.

La condanna più pesante, pari a 7 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione, è stata chiesta per Marco Lombardi, 49 anni, pregiudicato e considerato vicino al clan Sinesi-Francavilla della Società foggiana. Secondo l’accusa, Lombardi sarebbe stato l’istigatore degli atti intimidatori. Per Massimiliano Russo, 50 anni, la procura ha chiesto una condanna a 5 anni e 10 mesi di carcere, mentre per Fabio Delli Carri, 48 anni, la richiesta è di 5 anni e 6 mesi.

I tre imputati rispondono di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e di diversi episodi di danneggiamento. Le contestazioni si riferiscono a una serie di intimidazioni che, secondo le indagini, sarebbero state messe in atto per condizionare la gestione del Foggia Calcio.

Nel procedimento si sono costituiti parti civili il patron del Foggia Calcio, l’imprenditore barese Nicola Canonico, il figlio Emanuele e la C.N. Holding s.r.l., società proprietaria del club. Nicola Canonico e la holding, assistiti dall’avvocato Michele Laforgia, hanno chiesto un risarcimento danni di 3 milioni di euro; Emanuele Canonico, difeso dall’avvocato Graziano Montanaro, ha avanzato una richiesta di 500mila euro.

Secondo la ricostruzione investigativa, gli imputati avrebbero agito con ruoli diversi in una strategia intimidatoria che avrebbe incluso appunto il posizionamento di un ordigno sotto l’auto del figlio di Canonico e minacce rivolte anche al capitano della squadra, al capo ultras e ad alcuni dirigenti del club.

Gli attentati erano cominciati il 18 giugno 2023, con l’esplosione di colpi di fucile indirizzati all’auto dell’allora capitano del Foggia, Davide Di Pasquale. Sono culminati con la collocazione di un rudimentale e pericoloso ordigno esplosivo vicino all’automobile di Emanuele Canonico, allora vice presidente della società Foggia Calcio 1920. Nell’ambito delle indagini erano stati sventati due attentati incendiari alle auto dei vertici. Intercettazioni e perquisizioni avevano consentito, anche attraverso il sequestro di materiale informatico e documenti (fra i quali un foglio manoscritto, rinvenuto in possesso di uno degli indagati, sul quale erano stati cripticamente riportati gli obiettivi criminali), di collegare, secondo gli inquirenti, tutti gli episodi intimidatori ad un’unica regia.

Il procedimento proseguirà il 24 febbraio, quando davanti al gup Giuseppe Battista sono previste le discussioni delle difese. Nell’ambito della stessa inchiesta, una quarta persona, il 48enne Danilo Mustaccioli, è imputata con rito ordinario davanti al Tribunale di Foggia. Nel frattempo, nelle scorse settimane Nicola Canonico ha sottoscritto un preliminare di vendita del Foggia Calcio con gli imprenditori Antonio e Giuseppe De Vitto e Gennaro Casillo. Per domani è fissata, davanti al Tribunale di prevenzione di Bari, l’udienza per il rilascio del nulla osta giudiziario alla cessione del club.

L'articolo “Minacce mafiose ai vertici del Foggia Calcio”, la Dda di Bari chiede tre condanne fino a 7 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.




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