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Terza asta per l’ex ospedale di Stradella, il prezzo ora scende a 820mila euro

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STRADELLA. Terzo tentativo di vendita per l’area dell’ex ospedale Sola Forni-Gazzaniga di viale Libertà-via Depretis a Stradella. Dopo che i primi due tentativi, a luglio e a novembre dello scorso anno, erano andati a vuoto, a fine marzo è in programma una nuova asta con un ulteriore ribasso rispetto al prezzo iniziale di vendita, che era di 1,2 milioni di euro: ora il prezzo base sarà di 820mila euro, ma basterà un’offerta minima di 615mila per aggiudicarsi il complesso. L’asta è in programma il 25 marzo, alle 10, con procedura telematica e possibilità di rialzo minimo di 10mila euro: le offerte dovranno essere presentate entro le 12 del 24 marzo.

Il complesso

L’area area edificabile è inserita nell’ultimo Piano di governo del territorio come ambito di riconversione urbana subordinato a piano attuativo: si trova ai margini occidentali del centro storico cittadino, nel comparto che ospitava la struttura ospedaliera “Sola Forni Gazzaniga”, oggi dismessa e quasi completamente demolita.

L’area ha una superficie catastale totale di 23mila metri quadrati, sulla quale insistono attualmente due fabbricati e precisamente l’edificio con vincolo storico-artistico dell’ex nosocomio e un piccolo fabbricato portineria-centrale termica in corpo staccato.

Il fabbricato principale è stato dichiarato di “interesse storico-artistico” dalla Soprintendenza. La previsione di utilizzo della superficie utile è residenziale per il 50% e terziario/turistico alberghiero per il 50%. Nella variante generale al Piano di governo del territorio, il cui iter è in corso, l’area è stata confermata come Ambito di riconversione urbana (Arig-1). Nonostante il piano di recupero, già approvato e convenzionato in passato, non sia stato mai stato attuato e l’area risulti attualmente soggetta a procedure d’asta, la variante conferma la vocazione trasformativa del comparto.

L’attuazione dell’Arig-1, pertanto, sarà oggetto di un nuovo iter autorizzativo. Il Comune ha rilevato gravi inadempienze nell’attuazione della convenzione originaria, visto che il soggetto che era proprietario dell’area non ha mai provveduto alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria (tra cui la costruzione della rotatoria all’ingresso del nuovo ospedale e la riqualificazione urbanistica e viabilistica delle vie adiacenti al comparto) ad eccezione della demolizione dei fabbricati che ospitavano l’ex nosocomio.

Come si legge nella perizia, inoltre, al momento, senza possibilità di effettuare indagini dirette in sito, non è stato possibile determinare eventuali passività ambientali dovute ad abbandono di rifiuti, contaminazione delle matrici terreno e acque di falda, né tanto meno prevedere i costi di un’eventuale bonifica. —




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