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Vannacci lascia la Lega: se fossi in Salvini mi guarderei allo specchio con commiserazione

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La delusione espressa pubblicamente da Matteo Salvini per lo schiaffo ricevuto da Roberto Vannacci con l’uscita dalla Lega verso un futuro xenofobo e fascista è penosa e mostra tutta la sua debolezza.

Il capo del Carroccio se avesse un po’ di coraggio dovrebbe rimettere il suo mandato e fare autocritica per un’operazione che si può qualificare soltanto con un termine: un fallimento. Da ascrivere soltanto al gran capitano leghista. Si dice che il generale di estrema destra avrebbe detto a Salvini: “Ti voglio bene ma le nostre strade sono diverse”. Poche parole chiare per spiegare che il nostalgico Generale della X Mas ha intenzione di creare un nuovo partito, “Futuro Nazionale”, che si vorrebbe collocare alla destra di Fratelli d’Italia e della Lega.

Non vogliamo neppure immaginare quale mostruosità storica e politica verrà partorita da questo salto indietro agli anni bui del ‘900, a questa farsa intrisa di fascismo, razzismo, xenofobia. Ma se il Generale se la ride davanti ai cronisti che vogliono sapere che cosa farà nel prossimo futuro, i colonnelli veneti e lombardi hanno poco da brindare. Si racconta che dalle parti di Luca Zaia si stappa lo champagne. Era prevedibile. Ma per il partito fondato da Umberto Bossi e guidato dallo spericolato Salvini è un colpo durissimo.

Altro che brindare! Se fossi in Matteo Salvini comincerei a guardarmi allo specchio con un po’ di commiserazione, sarei assai preoccupato per l’ennesima debacle politica: nonostante il fidanzamento con il Generale, il tentativo disperato di superare a destra Fratelli d’Italia con incursioni verso gli immigrati e l’Europa, la Lega resta inchiodata nei sondaggi elettorali tra il 7 e l’8 per cento e non c’è verso di muoverla da lì. Un disastro clamoroso che il leader del Carroccio si è creato con le sue mani, dando credito al teorico del Mondo al Contrario, tanto da promuoverlo a vicesegretario.

Tutto ciò nella speranza di prendere voti a Fratelli d’Italia e tornare ai fasti del 30% di qualche anno fa. Se quelli che hanno votato la Lega posseggono ancora un po’ di lucidità e di memoria, dovrebbero ricordarsi e ricordare al loro leader che lui si è speso tantissimo per Vannacci, illudendosi di tenerlo dentro la Lega con svolte a destra come la remigrazione, l’adorazione di Putin, le cannonate verso Bruxelles e altre pillole velenose di destra.

Ma le preoccupazioni non finiscono qui per il riottoso alleato del centrodestra: che fine farà quel mezzo milione di voti che il Generale ha portato alla Lega e che ora cercherà di riprendersi con il simbolo del Futuro Nazionale?

La speranza di tutti quelli che hanno a cuore la democrazia e la repubblica antifascista è che il Generale fallisca con i suoi insidiosi progetti, ma se non andrà così i primi a pagarne le spese in termini elettorali saranno i leghisti. Non a caso un esponente di spicco del Carroccio, Claudio Durigon, ha detto al Corsera: “Conto che resti nella Lega, senza se e senza ma, perché tutte le opzioni alternative sono un regalo alla sinistra e quindi un danno per l’Italia”. Evidentemente il Generale non ha accolto quel messaggio accorato.

Vedremo come reagirà Giorgia Meloni. Se con la fuoriuscita di Vannacci la presidente del Consiglio potrà sancire il fallimento del tentativo di Salvini di superare Fratelli d’Italia a destra, il capo del governo vedrà indebolirsi lo schieramento di centrodestra a meno che voglia imbarcare nel governo anche il neo partito del Generale. Speriamo di non assistere a un simile horror.

L'articolo Vannacci lascia la Lega: se fossi in Salvini mi guarderei allo specchio con commiserazione proviene da Il Fatto Quotidiano.




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