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Garlasco, scontro totale tra procuratori sui fascicoli di Venditti

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Strano caso, quello dei due sostituti procuratori che rinunciano ai fascicoli più delicati e controversi degli ultimi mesi. Claudia Moregola e Chiara Bonfadini hanno depositato istanza di rinuncia alle inchieste collegate all’omicidio di Chiara Poggi: quella relativa alla presunta corruzione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e quella sul cosiddetto «sistema Pavia». Un passo indietro clamoroso che segna il culmine di divergenze profonde con il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete.

La scelta non sarebbe strettamente legata al merito delle indagini, ma a una diversa impostazione metodologica. Il contrasto riguarderebbe infatti i criteri investigativi adottati, in particolare nella gestione dei sequestri probatori. Un tema tornato di drammatica attualità dopo che la Cassazione ha respinto in via definitiva il ricorso della Procura contro l’annullamento del secondo decreto di sequestro dei dispositivi elettronici di Venditti.

Il curioso caso di Mario Venditti

Non è la prima stranezza, tuttavia, in questa vicenda piuttosto controversa. Il Tribunale del Riesame aveva già annullato il 17 novembre 2025 il secondo sequestro eseguito il 24 ottobre precedente. La Suprema Corte ha dunque confermato quella decisione, segnando una battuta d’arresto pesante per l’impianto investigativo. Un’operazione giudicata «sproporzionata» che avrebbe minato la credibilità dell’inchiesta e, probabilmente, acuito le tensioni interne alla Procura di Brescia.

Prete ha accolto la richiesta di rinuncia e ha riassegnato i fascicoli ai sostituti Alessio Bernardi e Donato Greco, che ora proseguiranno la trattazione. Un cambio di mano che inevitabilmente comporterà tempi più lunghi e, forse, anche un diverso approccio investigativo.

La Garlasco giudiziaria

Diciotto anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a produrre conseguenze giudiziarie a catena. Non solo le indagini sul delitto vero e proprio (con Andrea Sempio di nuovo indagato dopo l’archiviazione del 2017 da parte del Gip di Pavia, Fabio Lambertucci, proprio su richiesta dell’allora procuratore aggiunto Mario Venditti), ma anche quelle su chi quelle indagini le ha condotte. O archiviate. Un labirinto di fascicoli, ricorsi, sequestri annullati e ora anche magistrati che si impuntano o si ritirano. Continuiamo a confidare che la verità, un giorno, riesca ad emergere. Ma quella verità, al momento, sembra ancora molto, molto lontana.




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