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Dal collarino “falso” agli audio inventati con l’ordine di sparare: fango e “fake” sui poliziotti, scattano le denunce

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Il video dell’aggressione lo hanno visto tutti, così come il mulinare del martello sul corpo del poliziotto Alessandro Calista, ma dopo un iniziale velo di solidarietà, da sinistra, soprattutto negli ambienti social, i distinguo dei politici di riferimento hanno generato uno shit storm di accuse fake sugli agenti feriti. Un piccolo varco nella solidarietà e gli “odiatori” si sono infilati nelle ambiguità della sinistra per gettare fango sui poliziotti feriti. Le foto in ospedale con la premier Giorgia Meloni, poi, hanno fatto esplodere le palate di fango e di falsità che hanno messo in dubbio perfino i danni fisici subiti dagli esponenti delle forze dell’ordine. Davvero sgradevole, poi, l‘ironia di un consigliere comunale di Rivalta, in provincia di Torino, sulla presunta guarigione miracolosa degli agenti, dimessi dopo due giorni dall’ospedale. Ma sui social, in questi giorni, si è letto anche di peggio: accuse di infiltrazioni nel corteo per provocare gli scontri, audio fake con ordine di pestare i manifestanti, ovviamente mai dati, ma anche anfibi con “trasparenze” create con Photoshop per dimostrare la falsità delle immagini scattate in ospedale, per non parlare dei paragoni tra collarini ortopedici e quelli indossati dai poliziotti, derubricati a sciarpette, come da post su X nell’immagine in alto. “Dicesi ‘collare ortopedico’ quello della prima foto! Al poliziotto pestato a #Torino, hanno messo più che altro uno sciarpone!! VERGOGNATEVI FALSI BUGIARDI!!!”, si legge nel farneticante post di una gentile signora.

Poliziotti aggrediti e poi vittime di fake news degli haters di sinistra

Un po’ troppo, per i legali dell’agente Calista, che ha riportato lesioni serie alla coscia e testa (prognosi 30 giorni), con traumi cervicali confermati dai medici, non una semplice sciarpa. ”In queste ore, stiamo assistendo ad una vera e propria campagna diffamatoria via social nei confronti di questi giovani poliziotti. Stanno subendo tantissimi attacchi personali in cui, addirittura, si mette in dubbio l’accadimento dei fatti occorso al mio assistito e l’effettività delle lesioni che hanno riportato”, dice in una nota, l’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis, legale del poliziotto accerchiato e aggredito durante il corteo nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna di sabato scorso a Torino. ”Tutto questo è moto grave, valuteremo con il mio assistito come tutelarci e non escludo che, per alcune circostanze, possa essere valutato il deposito di denunce querele”, aggiunge il legale.

Il materiale “fake” sul quale procedere in giudizio è tanto. Video e foto che mostrano presunte cariche brutali, manganellate su persone a terra o idranti su pacifici, spesso decontestualizzati per accusare la polizia di aggressioni gratuite. Un audio diffuso su Instagram e social finge ordini violenti delle forze dell’ordine, accuse di infiltrazioni nel corteo lanciate su piattaforme come Reddit,  fino alle più generiche accuse di non aver notato graffi o ferite sul volto degli agenti. E’ il web, bellezza, è la sinistra che odia, bruttezza!

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