ATP Montpellier: brilla la linea âgée, avanzano Wawrinka e Mannarino. Fuori la stellina Kouamé
Il tabellone dell’Open d’Occitania in scena a Montpellier si allinea mercoledì al secondo turno e vede disputarsi anche tre ottavi di finale, comprendendo tra questi l’atteso duello tra gli atleti di casa Humbert e Mannarino.
Nel pomeriggio i primi a scendere in campo, dopo Basilashvili e Luca Nardi, sono Roberto Bautista e il giovane americano Martin Damm, giunti al loro secondo impegno della settimana. Il veterano di Spagna, reduce da due primi turni in Australia, cerca i quarti ma deve presto inchinarsi al dinamismo di Damm, bravo a passare le qualificazioni sia in Francia che all’Australian Open. In evidente buono stato di forma, Martin impiega meno di un’ora per accomodarsi ai quarti di finale, dove ora aspetta il vincitore del match tra Nardi e Cobolli.
Nel primo set l’americano fa suoi i primi cinque game non permettendo al rivale di arrivare ai vantaggi nemmeno quando sale in battuta; nella seconda frazione il break decisivo arriva sul punteggio di 1-1 e per Bautista non c’è l’ombra di una palla-break. Undici ace per Damm, che serve quasi il 70% di prime palle: 6-1 6-3 il risultato finale.
Il sedicenne Moise Kouame, di cui si è parlato all’inizio del torneo proprio per la sua tenerissima età, impressiona per un’ora di fronte ad Alexsandar Kovacevic; il francese, già bravo a qualificarsi, strappa il tie-break del primo set al secondo setpoint prima di perdere efficacia alla battuta, soprattutto con la seconda palla, finendo in difficoltà in contenimento contro l’esperto e talentuoso americano, che vince con lo score di 6-7(5) 6-2 6-2.
Ottavi di finale raggiunti anche da Stan Wawrinka, che prosegue l’anno degli addii regolando in due partite il serbo Hamad Medjedovic. Il campione elvetico nel primo set non fa strada nei game in risposta e ogni tanto balbetta al servizio ma cancella con personalità tre palle-break e si accomoda al tie-break. Qui Medjedovic esordisce con un fulmine di dritto inside in, ma da lì in poi lascia l’iniziativa al rivale, che chiude abbastanza agevolmente al decimo punto.
Nella seconda frazione Stan toglie la battuta all’atleta serbo nel terzo gioco azionando il rovescio magico con un lob al volo e a seguire con il classico lungolinea. C’è un altro break per lui poco dopo, che però lo svizzero non riesce a difendere e la chiusura arriva così al decimo game: 7-6(3) 6-4 e appuntamento negli ottavi con il numero uno del tabellone Felix Auger-Aliassime.
A. Mannarino b. [5] U. Humbert 6-7(4) 6-3 7-6(4)
È il match più atteso: francesi e mancini, Humbert prova a riprendere il cammino positivo di fine 2025 e inizio 2026 (finale ad Adelaide), solo interrotto da un pessimo sorteggio a Melbourne che lo ha visto subito affiancato a Ben Shelton, mentre Mannarino non ha nulla da perdere di fronte al suo pubblico. Il favorito dal ranking afferra il tie-break del primo set servendo benissimo (un ace e due servizi vincenti) e pressando al momento opportuno il rivale con la ribattuta.
Mannarino perde la misura del rovescio e sul 4-6 segue a rete un attacco di dritto in lungolinea troppo corto per non essere preda del passante del tennista di Metz. Humbert incassa il set iniziale ma nella frazione successiva è molto meno incisivo alla battuta, con gli ace scendono da 11 a 3. Mannarino a sua volta fatica a tenere il servizio nel game d’esordio ma ha la meglio dopo cinque palle-break annullate e acquisisce coraggio; al termine dell’ottavo game Adrian riesce a togliere la battuta a Ugo e dopo un game bianco scrive a suo favore il 6-3 che pareggia le sorti della partita.
Al netto di qualche inevitabile errore quando i protagonisti scambiano con bassi margini di sicurezza, l’incontro è molto piacevole: Mannarino lascia correre il suo indecifrabile dritto con maestria ma deve guardarsi dal rivale, battitore sopraffino e a sua volta ottimo manovratore con il drive. Mannarino svaria, come suo costume, sul fronte della parte di campo dedicata alla battuta per cambiare continuamente l’angolo da proporre al più giovane avversario, e il dialogo tennistico tra i due prosegue anche sulla direttrice dei rovesci, che entrambi percorrono abilmente con taglio sia sopra che sotto la palla.
C’è solo una palla-break nei primi otto game del set decisivo ed è Mannarino a non sfruttare l’occasione sull’1-1, per il resto nessun sussulto e Humbert si porta sul 5-4 con un game di soli quattro punti. Ora Mannarino assaggia la tensione e il suo dritto deraglia due volte; Humbert azzecca la risposta vincente con il dritto e guadagna un doppio matchpoint.
Mannarino ha ancora voglia di affidarsi al suo forehand e fa bene perché i due colpi che annullano altrettante palle-gara fanno le scintille, i matchpoint complessivamente sono tre ma si arriva comunque sul 5-5. Tutto cambia poco dopo: Humbert, turbato da quanto successo poco prima, regala il 15-40, salvo poi cannoneggiare con la battuta uno splendido poker per acciuffare il 6-5.
È di nuovo tempo di jeu decisif, dal momento che siamo in Francia: tre punti per Mannarino, poi quattro consecutivi per Humbert, che si giova anche di un doppio errore del rivale. Ugo cede subito il vantaggio del minibreak con un rovescio oltre la riga di fondo e il 5-4 è per Adrian al termine di uno scambio davvero bellissimo. L’anziano giocoliere sale in battuta e completa l’ennesima serie di questo tie-break con il 7-4 che gli vale il sessantatreesimo quarto di finale in carriera (bilancio 25-37): l’ultimo fu nel settembre di due anni fa, a Chengdu contro Musetti.
