Preso il tunisino violento di San Lorenzo che ha aggredito la mamma in bici: è in ospedale per un Tso. E il quartiere teme che torni presto
L’incubo è finito (per ora almeno): le forze dell’ordine hanno arrestato il senzatetto tunisino violento che da tempo semina il terrore per le strade di San Lorenzo ha aggredito una mamma in bicicletta con il figlio piccolo e ragazze in piazza… L’uomo attualmente si trova ricoverato in regime di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) nel reparto di psichiatria del Policlinico Umberto I. E anche se al momento i residenti tirano un sospiro di sollievo, il timore che l’immigrato senza tetto né legge possa tornare a circolare a breve per le strade del quartiere non li abbandona, anzi…
Arrestato il tunisino incubo di San Lorenzo che ha aggredito una mamma in bicicletta col figlio
Dunque, la paura che ha tenuto sotto scacco il quartiere San Lorenzo per giorni ha finalmente un volto e un nome, (ma non ancora una cella): quelli del tunisino di 22 anni ritenuto responsabile di una scia di violenze gratuite che ha colpito i soggetti più fragili della zona: donne, ragazzine e persino bambini. L’identificazione è scattata grazie a un’azione congiunta di Polizia e Carabinieri, che hanno intercettato il giovane in Via dei Volsci.
L’ultima aggressione brutale e il timore dei residenti che l’uomo ritorni presto a circolare
Il ventiduenne, un senzatetto già noto alle forze dell’ordine, è stato riconosciuto grazie alle immagini delle telecamere e alle testimonianze raccolte dopo l’ultimo, scioccante episodio: un pugno sferrato in pieno volto a una residente in sella alla sua bici con il figlio di quattro anni al seguito, e che pedalava in Via dei Dalmati. Un colpo a freddo, sferrato senza motivo, che ha scaraventato madre e bimbo a terra. E se per il piccolo non ci sono state gravi conseguenze fisiche, la donna invece ha riportato una brutta tumefazione al volto.
La sfilza inquietante delle incursioni violente del tunisino nel quartiere
Ma il fermo di ieri è solo l’ultimo atto di una vicenda che avevamo già denunciato come il simbolo di un quartiere ostaggio di degrado, violenza e paura. Relativamente all’ultima mina vagante, però, terrore e insicurezza erano aumentati negli ultimi tempi. Prima della mamma in bici, del resto, il giovane straniero si era reso già protagonista di altre aggressioni documentate dai comitati di quartiere: dallo schiaffo a una studentessa delle medie, ai pugni in faccia a due donne che camminavano in Piazza dell’Immacolata…
Per ora: una denuncia e il ricovero con Tso in psichiatria al Policlinico Umberto I
Nonostante la pericolosità sociale dimostrata, per il tunisino è scattata una denuncia per lesioni personali. E come anticipato in apertura, attualmente il 22enne tunisino si trova ricoverato in regime di Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) nel reparto di psichiatria del Policlinico Umberto I. Un epilogo che non rasserena i residenti: il timore è che, una volta dimesso, il “l’incubo di San Lorenzo” possa tornare a popolare i giacigli di fortuna all’ombra delle mura aureliane, pronto a colpire ancora.
Roma, San Lorenzo sotto scacco, e non solo del tunisino violento…
Il quartiere, già ferito dal tragico ricordo di Desirée Mariottini, non accetta più di essere la “zona franca” della capitale, dove la sicurezza viene derubricata a “disagio sociale” e chi chiede legalità viene bollato con i soliti riflessi condizionati della sinistra Ztl. Difendere il diritto di una donna, di una madre, di un residente qualunque a passeggiare senza paura, non è intolleranza: è civiltà.
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