Добавить новость
ru24.net
World News in Italian
Февраль
2026
1 2 3 4 5 6 7 8 9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28

Radio Alice e i movimenti del ’77, a cinquant’anni dalla nascita il podcast che la racconta attraverso i suoi suoni. Una storia più attuale che mai

0

Cinquant’anni fa nasceva una radio bolognese che in appena un anno di vita riuscì a diventare simbolo del movimento del ’77. E a “dare voce a chi non ha voce”. Oggi riceve non solo attraverso la sua storia, ma anche grazie ai suoi suoni. Con questo obiettivo nasce ‘Radio Alice, voci e storie dal ’77’, una serie podcast in sei puntate di RayPlay Sound, che ricorda l’emittente nata mezzo secolo fa e che ha ispirato libri e film. Una storia più attuale che mai. Le prime trasmissioni iniziarono il 9 febbraio in una soffitta di via del Pratello, dove si concretizzava l’idea di una radio come atto poetico e, al contempo, politico. Era l’era della liberalizzazione dell’etere, dopo la fine del monopolio Rai sulle trasmissioni radiofoniche, ma Radio Alice era differente, anarchica, pioniera. Testimonianze dirette, musiche originali, suoni e materiali di archivio forniscono il contesto politico, sociale e culturale nel quale Radio Alice rivoluzionò il linguaggio dei media, anticipando quello che sarebbe stato il ruolo dei social nei movimenti di massa e la nascita delle prime radio libere.

Una storia da raccontare

Il podcast è ideato, scritto e condotto da Maria Antonietta Giudicissi, con la direzione artistica di Andrea Borgnino. Sound design e ricerche d’archivio delle puntate sono di Francesca dal Cero, editing e ricerche di archivio Paola Manduca, responsabile di produzione è Giulia Giannuli. Sarà presentato il 9 febbraio alle 18, nella Piazza coperta della Biblioteca Salaborsa di Bologna, con l’introduzione di Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna e, il 27 febbraio, presso la libreria Scamamù di via Davanzati 28, a Milano. “È la prima volta che questa storia si racconta con uno strumento quanto più vicino possibile a una radio. Insieme a me – spiega a ilfattoquotidiano.it Maria Antonietta Giudicissi – ci sono molte voci direttamente o indirettamente legate ad Alice, anche se manca quella indimenticata di Ambrogio Vitali, giornalista, fotografo e regista scomparso solo pochi mesi fa”. Ma i suoni di Radio Alice sono anche i suoni di un pezzo fondamentale di storia italiana e una chiave di interpretazione del presente. “Credo che la necessità di raccontare queste vicende e questa esperienza – aggiunge l’autrice – emergano ancora con più forza rispetto a quella che è l’attualità, anche e soprattutto nel mondo della comunicazione”. La radio venne chiusa in seguito all’irruzione della polizia nella sede dell’emittente, il 12 marzo 1977, il giorno dopo ‘i fatti di Bologna’. Furono arrestati tutti i presenti, accusati di avere avuto un ruolo negli scontri del giorno prima, in in cui fu ucciso lo studente Francesco Lorusso. Ma furono tutti prosciolti, perché fu dimostrato che non diressero gli scontri, ma ne diedero solo notizia in tempo reale.

Le sei puntate del podcast

La prima puntata del podcast, intitolata ‘La nascita’ e racconta proprio delle prime trasmissioni. Tra le voci, quelle di Valerio Minnella, cofondatore e tecnico di Radio Alice e Franco ‘Bifo’ Berardi, cofondatore, teorico e scrittore, Wu Ming 1, scrittore e traduttore italiano, membro del collettivo di scrittori Wu Ming, quella del musicista Patrizio Fariselli, della professoressa Marta Perrotta dell’Università Roma Tre, esperta di media e radio, del filosofo Stefano Bonaga e del giornalista Alessandro Canella. La seconda puntata, ‘Scherzare col fuoco’, si concentra su quel linguaggio così diverso da quello utilizzato dalle altre radio libere. A Radio Alice si utilizza “il nonsense, una jam verbale in cui il microfono resta sempre aperto a tutti, rompendo tutti i codici mediatici”. La terza puntata è intitolata ‘Il mio canto libero’ e approfondisce il tema della musica. Perché dagli Area al jazz fino al punk, ogni sperimentazione sonora trova il suo posto a Radio Alice. Tra le mura delle emittenti si ascoltano gli stessi suoni delle feste ai Giardini Margherita e delle bande in piazza. Il quarto episodio è intitolato “In piazza Grande” e prende in esame la Bologna del 1977: occupazioni all’Università, femminismo, riscatto sociale con i cortei in piazza. Si arriva ai giorni del Carnevale del Drago. La tensione cresce e le università sono occupate: è il 20 febbraio e, per aggirare il divieto di manifestazione, la domenica di Carnevale esce in corteo il Drago cinese preparato dagli studenti del Dams. Diventerà un altro simbolo del movimento bolognese. Radio Alice, anche questa volta c’è. E registra. Manca poco all’11 marzo, il giorno che segnò inesorabilmente la storia e il futuro della radio. La quinta puntata del podcast si chiama “Canzone per Francesco” e racconta i momenti che hanno portato dall’uccisione di Lorusso alla guerriglia urbana. Il movimento insorge e Radio Alice racconta. Il podcast si chiude con “Una musica ribelle”. Si rivivono i momenti della chiusura della piccola emittente. È la fine di un sogno. O forse no.

L'articolo Radio Alice e i movimenti del ’77, a cinquant’anni dalla nascita il podcast che la racconta attraverso i suoi suoni. Una storia più attuale che mai proviene da Il Fatto Quotidiano.




Moscow.media
Частные объявления сегодня





Rss.plus
















Музыкальные новости




























Спорт в России и мире

Новости спорта


Новости тенниса