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Via libera di Israele a misure per ampliare gli insediamenti dei coloni. Guterres (Onu): “Preoccupato”. Condanne anche da Ue e Lega Araba

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Il gabinetto di sicurezza di Israele ha approvato un pacchetto di misure per favorire lo sviluppo degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, illegali secondo il diritto internazionale, e rafforzare il controllo di Tel Aviv su territori palestinesi occupati.

Tra le norme più radicali c’è la rimozione del divieto di vendere terreni della Cisgiordania a ebrei, in vigore da oltre 60 anni, ossia dal periodo dell’amministrazione giordana, e la pubblicazione dei registri catastali che finora erano sempre rimasti privati. In questi modo si dà formalmente il via libera ai coloni israeliani che potranno avere accesso ai nomi dei proprietari palestinesi ed esercitare forme di pressioni, anche violente, per riuscire ad appropriarsi un terreno.

Inoltre il controllo sui permessi di costruire in alcune aree, come quella di Hebron, viene trasferita dall’amministrazione palestinese a quella israeliana. Stessa cosa per attività ambientali e legate alla ricerca archeologica (elemento usato spesso dalle autorità israeliane come espediente per espropriare le case ai palestinesi) che passano sotto il controllo di Israele anche nelle aree A e B, amministrate dall’Autorità nazionale palestinese secondo quanto deciso dagli Accordi di Oslo.

Mentre i ministri estremisti Ben Gvir e Smootrich festeggiano, le decisioni del governo israeliano vengono condannate da più parti. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto “fortemente preoccupato” per la decisione del gabinetto di sicurezza israeliano. In una nota del portavoce Stephane Dujarric “avverte che l’attuale situazione sul terreno, inclusa questa decisione, sta compromettendo la prospettiva della soluzione a due Stati“. Inoltre ribadisce che “tutti gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, non hanno alcuna validità legale e costituiscono una flagrante violazione del diritto internazionale“.

La Lega Araba, a cui si era appellata l’Autorità nazionale palestinese, parla di violazione del diritto internazionale e di “una escalation senza precedenti nel processo di annessione, colonizzazione e sfollamento della popolazione, e una minaccia agli accordi firmati tra l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina e Israele, in particolare gli accordi di Oslo e l’accordo di Hebron”. Sulle misure è intervenuta anche Hamas, che ha le ha definite “parte dell’approccio fascista di insediamento coloniale” di Israele. “Chiediamo agli stati arabi e islamici – è l’appello – di intraprendere misure concrete e serie, in primo luogo interrompendo le relazioni con l’entità sionista ed espellendo i suoi ambasciatori dalle capitali che hanno stabilito relazioni con essa”.

Critiche, seppur timide, anche dall’Unione europea che finora però non è riuscita a imporre provvedimenti concreti nei confronti di Israele. “Questa mossa rappresenta un ulteriore passo nella direzione sbagliata, mentre l’intera comunità internazionale sta compiendo sforzi per attuare la fase 2 del piano per Gaza” ha detto un portavoce della Commissione europea durante il briefing quotidiano con la stampa. “L’espansione degli insediamenti in Cisgiordania è in diretta contraddizione con gli accordi di Oslo, di cui Israele è firmatario” e “rischia inoltre di minare direttamente il protocollo di Hebron tra Israele e l’Autorità palestinese e di mettere a rischio il delicato status quo dei luoghi religiosi”, ha evidenziato il portavoce, ribadendo che le annessioni sono “illegali ai sensi del diritto internazionale” e “minano la sostenibilità della soluzione dei due Stati”.

Intanto il Parlamento europeo ha respinto con 171 voti a favore, 217 contrari e 34 astenuti la proposta avanzata dal gruppo The Left di inserire all’ordine del giorno della plenaria un dibattito proprio sulla decisione di Israele di estendere il controllo sulla Cisgiordania e sulla responsabilità dell’Ue di agire. Il dibattito era stato richiesto per mercoledì e avrebbe visto la partecipazione della Commissione Ue e del Consiglio Ue.

L'articolo Via libera di Israele a misure per ampliare gli insediamenti dei coloni. Guterres (Onu): “Preoccupato”. Condanne anche da Ue e Lega Araba proviene da Il Fatto Quotidiano.




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