WTA Doha: occasione sfumata per Errani/Paolini, non difenderanno il titolo
[3] S. Hsieh/J.Ostapenko b. [1] S. Errani/J.Paolini 7-5 6-3 10-6
Una partita dai due volti e dai continui cambi di inerzia condanna Errani e Paolini nella semifinale di Doha. Dopo aver riacciuffato il match con un secondo set di carattere, le azzurre cedono al match tie-break contro Hsieh e Ostapenko, più lucide nei momenti decisivi. Sfuma così la possibilità di difendere il titolo conquistato lo scorso anno. Ostapenko e Hsieh sfideranno le n. 4 del seeding Danilina/Krunic nella prima finale ‘1000’ del 2026.
Primo set: quattro set point sfumati e inerzia ribaltata
Avvio altalenante, caratterizzato da una sequenza di break e controbreak che impedisce a entrambe le coppie di trovare continuità al servizio. Dopo la fase iniziale di assestamento, sono Errani/Paolini a prendere progressivamente in mano lo scambio, riuscendo a muovere con efficacia le avversarie e a imporre il proprio ritmo.
Nel momento di massimo controllo del match, però, arriva il passaggio chiave del set. Sul 5-3, nel nono gioco, la coppia azzurra si procura quattro set point consecutivi al servizio sul 40-0, ma non riesce a concretizzarli. Da lì il match prende una piega inattesa: le avversarie infilano un parziale devastante di 8 punti a 1, ribaltano l’inerzia e completano la rimonta fino al 5-5.
La svolta è anche emotiva. Paolini incappa in qualche errore insolito, mentre la fiducia cambia campo. Il parziale negativo si allunga fino a un pesante 12 punti a 1 complessivo, con Hsieh/Ostapenko che salgono 6-5, capovolgendo completamente un set che sembrava indirizzato verso le italiane e chiudendolo 7-5.
Secondo set e match tie-break: illusione e crollo finale
Errani e Paolini ripartono con decisione, salendo subito 2-0 e consolidando il vantaggio fino al 3-0, ritrovando gioco e fiducia pur con qualche sbavatura al servizio. È soprattutto Paolini a dare segnali incoraggianti: torna a colpire con maggiore pulizia, legge meglio le traiettorie e riesce finalmente a spingere con più continuità.
Le avversarie accorciano sul 3-1, ma nel momento di apparente controllo le azzurre incappano in un nuovo passaggio a vuoto, simile a quello che aveva segnato il primo set. Arriva il break che riapre tutto, con una Paolini ancora troppo altalenante e a tratti distratta. La reazione, però, è immediata: una splendida volée smorzata della toscana sorprende Ostapenko e vale il controbreak del 5-3. Questa volta Errani e Paolini non si fanno rimontare, tengono il servizio a zero e chiudono 6-3, trascinando la semifinale al match tie-break.
Nel super tie-break a 10 punti, però, l’inerzia cambia di nuovo. Sono Hsieh e Ostapenko a gestire meglio la delusione per il set perso, mentre le italiane faticano a trovare continuità. Il parziale decisivo è spezzettato da errori e mini-break da entrambe le parti, senza che nessuna coppia riesca davvero a prendere il largo. Ancora qualche incertezza di Paolini pesa nei momenti chiave, e le avversarie conquistano tre match point. Basta il primo: 10-6 e partita chiusa dopo un’ora e 40 minuti.
Resta il rammarico per una gara che le azzurre avevano più volte avuto in mano, prima di spegnersi improvvisamente nei passaggi cruciali. Errani e Paolini non riescono così a difendere il titolo: in finale vanno Hsieh/Ostapenko, più solide nei momenti decisivi e capaci di far valere con maggiore continuità la loro potenza e qualità.
