Pattinaggio artistico: è il momento di Conti-Macii: serve qualità in uno short dall’equilibrio precario
L’Italia del pattinaggio artistico torna nella bolla. Dopo la sbornia del Team Event, la solida gara della danza e la davvero incredibile prova individuale maschile, nella serata di oggi andrà in scena all’Unipol Forum di Assago lo short program delle coppie d’artistico, competizione in cui i colori azzurri cercheranno di essere ancora protagonisti.
Via il dente, via il dolore: Sara Conti e Niccolò Macii hanno serie possibilità di conquistare un’altra medaglia dopo quella a squadre. Il che sarebbe un fatto clamoroso e storico per diversi motivi, che in questo momento è meglio non affrontare. Sì perché adesso bisogna solo pensare alla gara e, in particolar modo, ad un corto che potrebbe fare già selezione, considerato l’equilibrio precarissimo che caratterizza la specialità.
Sono almeno cinque le coppie a lottare per un posto sul podio, a cui si aggiungono anche una serie di incognite e di outsider. Partiamo dalle cose certe: salvo risvolti a dir poco clamorosi, per quanto visto nel Team Event i giapponesi Riku Miura-Ryuichi Kihara partono con un passo avanti rispetto agli altri. I nipponici hanno dimostrato la scorsa settimana una condizione di forma smagliante e tirata a lucido, a cui si aggiunge anche una qualità di pattinaggio e stilistica che non ha in questo momento uguali (Russia ovviamente esclusa). Se c’è un team favorito per l’oro, non può dunque che essere quello dei Campioni del Mondo in carica.
In lizza anche i georgiani Anastasiia Metelkina-Luka Berulava, che nel Team Event si sono imposti per due volte su Conti-Macii, pur mostrando una flessione evidente nel programma libero. I georgiani dalla loro parte avranno la voglia di riscattasi dopo la medaglia di legno nella gara collettiva ed un po’ di sana sfacciataggine che solo alcune coppie molto giovani possono permettersi di avere. A loro si aggiungono anche i detentori del titolo Wenjing Sui-Cong Han (che però sembrano lontani dai fasti di un tempo, ma guai a sottovalutarli) e, non ultimi, i tedeschi Minerva Fabienne Hase-Nikita Volodin, non coinvolti al Team Event e dunque sul ghiaccio con il vantaggio (o svantaggio, lo deciderà solo il destino) di non aver preso ancora confidenza con l’atmosfera olimpica meneghina.
Non mancano anche i punti interrogativi, vedi la presenza dei canadesi Deanna Stellato Dudek e Maxime Deschamps – la cui partecipazione è stata incerta fino a poche ore fa a causa di un trauma cranico subito dalla dama poco prima dell’inizio dei Giochi – così come gli outsider, che potrebbero essere gli ungheresi Maria Pavlova-Alexei Sviatchenko, in grande crescita nell’ultimo periodo.
Abbiamo detto tante volte che le prove di coppie d’artistico si basano sull’errore. Ma attenzione: completare quanto pianificato sarà ovviamente fondamentale, tuttavia la situazione così tanto livellata imporrà a Sara e Niccolò non solo di eseguire tutto, ma di farlo anche con qualità. I GOE mai come in questa edizione potrebbero rivelarsi decisivi per la vittoria finale (ed in tal senso quelli da tenere d’occhio saranno Hase-Volodin, non eccezionali nel secondo punteggio ma solitamente abili a guadagnare tanto dal pannello giudicante).
Il corto di Sara e Niccolò, pattinato sulle note de “The Wild Bull “e di “Concerto de Espana” se realizzato nel migliore dei modi può fare la differenza: alle Finali Grand Prix di Giappone arrivarono 77 punti. Sette giorni fa gli allievi di Barbara Luoni si sono fermati a 76.56. I tempi sono maturi per aggiungere un mattoncino in più. Ma è inutile fare previsioni. Serve un focus continuo: passo dopo passo, lanciato dopo lanciato, salto in parallelo dopo salto in parallelo. Le grandi imprese si costruiscono così.
