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“Il gatto è anaffettivo? No, a modo suo è uno degli animali più dolci al mondo. È indipendente, ma l’importante è che sia amato”: le parole di Federico Coccia

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Oggi, 17 febbraio, si celebra in Italia la Festa del gatto. Un giorno speciale dedicato a uno degli animali domestici considerato tra i meno empatici. Verità o luogo comune? A fare chiarezza ci ha pensato Federico Coccia. Il veterinario e influencer ha dichiarato a Il Corriere della Sera: “Solo chi conosce il gatto può capire di che animale meraviglioso si tratti. Tanti pensano che il micio sia anarchico e anaffettivo, quando invece è uno degli animali più affettuosi del mondo, anche se a modo suo”.

E ancora: “Cani e gatti sono entrambi animali da branco ma i primi sono socialmente obbligati, i secondi no. Il cane si affeziona all’uomo, il gatto all’uomo ma anche alla casa. Il padrone dà affetto e la casa protezione, infatti il gatto vive tutta la vita in casa perché quello è il suo mondo e gli è più che sufficiente”.

Coccia aveva anticipato il discorso nell’intervista con Adnkronos Salute, a margine dell’ultimo Supercatshow di Roma. Il veterinario-scrittore aveva dichiarato: “Ci sono due tipologie di gestione del gatto, a seconda che l’animale viva sempre in casa o che abbia la possibilità di uscire e rientrare. Quest’ultimo fa una vita più libera ma pericolosa, pensiamo a quello che può accadere per strada, al furto stesso del gatto e alle malattie trasmesse da esemplari randagi. Quindi, occorre valutare bene, magari anche a seconda del carattere dell’individuo, se per lui possa essere più opportuna una vita in casa. L’importante è che sia amato e ricambiato nel suo affetto”.

L’amore è importante, ma non è tutto. Coccia ha aggiunto: “Non serve decidere per lui dove deve stare o dormire, sarà lui a scegliere per sentirsi tranquillo. Un’altra differenza con i cani è a livello alimentare, il gatto si gestisce da solo e questo è anche più comodo per chi è spesso assente da casa”.

“Non seguite le mode. Il mio gatto era randagio, mi dà tanto amore”

Sempre a Il Corriere, l’influencer ha parlato delle razze che vanno più di moda. L’intervistato ha rivelato: “Il bengala“. C’è un motivo ben preciso, che Coccia ha spiegato così: “Simula un felino selvatico”. Tuttavia, il veterinario ha preso le distanze dal concetto di acquistare un gatto in base alla moda. L’esperto ha dichiarato: “Io non consiglio mai di seguire le mode. Ad esempio, io ho due gatti arrivati da soli, di cui uno, come dico spesso, è il gatto dello spot Barilla trovato di notte, bagnato e recuperato. Vi assicuro che quel gatto mi dà tanto“.

Quando si accoglie un gatto in famiglia bisogna tenere conto anche delle spese. Quanto costa gestire un micio? Coccia ha spiegato: “Mediamente se è in buona salute tra 400-600 euro l’anno. Dopo il costo dell’alimentazione, la seconda spesa è la profilassi veterinaria, poi accessori e la toelettatura”.

L'articolo “Il gatto è anaffettivo? No, a modo suo è uno degli animali più dolci al mondo. È indipendente, ma l’importante è che sia amato”: le parole di Federico Coccia proviene da Il Fatto Quotidiano.




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