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Board of peace, anche il Vaticano critico: “Ci sono punti che lasciano perplessi”. Aoi (ong italiane): “Da Tajani parole avvilenti”

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Dopo i no di gran parte dei paesi europei, anche il Vaticano esprime preoccupazione e perplessità sul Board of Peace di Trump. “Il Vaticano non parteciperà” ha annunciato il cardinale Pietro Parolin. Il segretario di Stato ha parlato al termine del bilaterale con il governo italiano a Palazzo Borromeo per le celebrazioni dei Patti Lateranensi. Evento al quale ha partecipato anche Giorgia Meloni, che invece ha sempre elogiato il progetto del presiedente Usa per la ricostruzione di Gaza. Ben diversa l’opinione di Parolin. “Abbiamo preso nota che l’Italia parteciperà come osservatore. Ci sono punti che lasciano un pò perplessi – ha osservato Parolin – punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni”. Il segretario di Stato ha anche indicato qual è una delle “criticità” che per il Vaticano andrebbero risolte, vale a dire il ruolo delle Nazioni Unite nelle crisi internazionali: “Una preoccupazione – ha spiegato infatti Parolin – è che a livello internazionale è soprattutto l’Onu che gestisce queste crisi”.

Nel frattempo la rete globale Priests Against Genocide Usa, composta da 2200 sacerdoti provenienti da 58 Paesi, insieme a 22 vescovi e due cardinali, ha inviato una lettera aperta alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti chiedendo ai leader cattolici del Paese di parlare con “chiarezza morale” sull’organismo voluto dal Tycoon. “Il gruppo – si legge nella nota – avverte che l’iniziativa rischia di emarginare le voci palestinesi e di legittimare l’ingiustizia in corso nel contesto della crescente crisi umanitaria a Gaza”. L’appello richiama le preoccupazioni espresse dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, che ha descritto il Board of Peace come “un’iniziativa che sembra essere principalmente volta a proteggere gli interessi delle grandi potenze, senza un reale riconoscimento del popolo palestinese e dei suoi diritti”.

Una bocciatura secca arriva anche da Aoi, l’associazione che raccoglie decine di organizzazioni umanitarie italiane. “Il nostro Paese deve tenersi lontano da un organismo che concepisce la pace come una transazione, legittima la concentrazione di potere, umilia le Nazioni Unite e mina i diritti fondamentali della popolazione palestinese” scrive Aoi in una nota, dove le dichiarazioni fatte del ministro Tajani in Aula vengono definite “avvilenti”. “La scelta di diventare membro osservatore inoltre determina una frattura grave con quella che sembra essere la linea dei principali paesi europei e della stessa Ue, viste le recenti dichiarazioni della Commissaria Kallas”. La pace “non può essere messa all’asta, trattata come una merce o affidata a strutture opache prive di accountability. Serve un quadro multilaterale autentico, fondato sul diritto internazionale, capace di garantire protezione dei civili, giustizia, partecipazione e responsabilità condivisa. Solo così si potrà costruire una pace stabile e duratura”

L'articolo Board of peace, anche il Vaticano critico: “Ci sono punti che lasciano perplessi”. Aoi (ong italiane): “Da Tajani parole avvilenti” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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