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Ivrea, quindici ragazzi denunciati per la maxi rissa in stazione

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IVREA. «Che hai da guardare?». Pare che sia cominciata così la maxi rissa nel dehors del bar Buffet della stazione di Ivrea, dello scorso 8 febbraio, per cui sono stati denunciati 15 giovanissimi per rissa con lesioni personali e danneggiamenti. Tra loro anche tre minorenni e alcune ragazze. Come spesso accade, si erano dileguati all’arrivo delle forze dell’ordine. I carabinieri della Compagnia di Ivrea, però, hanno condotto le indagini grazie alle telecamere di videosorveglianza e sono riusciti a individuare i responsabili, tutti già noti.

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La lite si era scatenata con lanci di sedie e suppellettili e ragazzi feriti sporchi di sangue. All’arrivo delle gazzelle dei carabinieri erano però già tutti fuggiti. Il nucleo radiomobile non si è dato però per vinto e, grazie all’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, ha identificato tutti i partecipanti all’evento delittuoso: si tratta di 15 giovani della zona, perlopiù già noti alle forze di Polizia e già controllati durante i molteplici servizi effettuati per la zona rossa, istituita per garantire la piena fruibilità di aree pubbliche sensibili come parchi, presidi sanitari, aree della movida e, appunto, stazioni ferroviarie.

Gli interessati, 12 maggiorenni e 3 minorenni, sono stati tutti deferiti alla procura di Ivrea e alla procura dei minori perché gravemente indiziati di “rissa con lesioni personali” e “danneggiamento in concorso”.

Il filmato della rissa era diventato virale sui social network. Si vedono chiaramente alcuni dipendenti del bar cercare di riportare la calma, ma uno di loro rischia di essere colpito da una sedia lanciata in aria. Adriano Vaglio, titolare del Buffet della stazione, era veramente disperato. «Non so più cosa fare – aveva raccontato sconfortato alla Sentinella –. Nell’ultimo anno ho perso tutta la clientela della città perché la gente ormai ha paura a venire qui. Ieri (il giorno dopo la rissa, ndr) una dipendente ha rassegnato le dimissioni, e la comprendo, ed è la quarta nel giro di pochi mesi. Ho chiesto aiuto alle istituzioni, ma alla fine non cambia nulla. Siamo ostaggi di bande violente che nessuno riesce fermare».

La zona rossa nel frattempo è stata prorogata fino al 30 aprile ed è arrivata a pochi giorni dalla notizia del lancio da parte del questore di Torino Massimo Gambino del progetto Eporedia, che dispone maggiori controlli in città. L’ordinanza del prefetto Donato Cafagna riportava inoltre i risultati ottenuti nelle zone di riferimento, che hanno fatto registrare negli ultimi sei mesi 8.923 persone controllate. Tra queste 136 hanno ricevuto ordini di allontanamento: 50 per pregresse segnalazioni per reati in materia di stupefacenti, 46 per reati contro la persona e 40 per reati contro il patrimonio.




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