Milano Cortina 2026, ecco come AB InBev celebra con stile ogni momento olimpico
Le lame tracciano arabeschi sul ghiaccio dell’Arena Milano, mentre le note poetiche del Gladiatore avvolgono la tensione di un finale olimpico che profuma di storia, almeno per il Giappone. Riku Miura e Ryuichi Kihara conquistano l’oro nel pattinaggio di figura coppie con una rimonta che lascia il segno: tecnica cristallina, emotività trattenuta poi esplosa in un crescendo che ha fatto vibrare il pubblico. L’argento ai georgiani Anastasiia Metelkina e Luka Berulava, il bronzo ai tedeschi Minerva Fabienne Hase e Nikita Volodin, che guidavano dopo il corto. Per l’Italia, Sara Conti e Niccolò Macii chiudono al sesto posto, Rebecca Ghilardi e Filippo Ambrosini dodicesimi: risultati che raccontano crescita, fatica e margini che ancora si possono colmare per assurgere alle glorie olimpiche.
Ma se le medaglie celebrano il podio, esiste un universo parallelo fatto di momenti preziosi che sfuggono alle classifiche ufficiali. È qui che si inserisce AB InBev, il più grande produttore di birra al mondo, con la sua partnership olimpica che da Parigi 2024 si estende fino a Brisbane 2032 passando per Milano Cortina 2026, Los Angeles 2028 e Alpi Francesi 2030. Corona Cero, prima birra analcolica partner dei Giochi, porta avanti la piattaforma For Every Golden Moment: non solo trionfi, ma anche attimi di connessione, recupero e condivisione che fanno parte del percorso di ogni atleta.
AB InBev e il legame con Milano Cortina 2026
Oltre 500 marchi, 137.000 dipendenti, birrifici in 50 Paesi. I numeri di ABInBev sono particolarmente eloquenti: otto dei dieci marchi di birra più preziosi al mondo appartengono al gruppo, con Corona al primo posto secondo il ranking Kantar BrandZ 2025.
A Milano Cortina 2026, questo impegno si traduce in esperienze immersive come TIME CERO, uno spazio pensato per permettere agli atleti di rigenerarsi tra una gara e l’altra. La Cero Stress Plant Shop invita a battezzare una pianta da portare in camera, un gesto che riconnette alla natura e al respiro. La Corona Cero Green Room offre invece bagni sonori, yoga, workshop di respirazione: piccole oasi dove il tempo rallenta e la mente trae sollievo. Al termine dei Giochi, le piante vengono donate ai fan locali, creando un filo (in questo caso verde) che unisce atleti e comunità.
Casa Corona, con sedi a Livigno e Milano, offre lounge, bar, ristoranti e aree per la visione degli eventi. Gli atleti possono inoltre personalizzare la loro Golden Bottle, incidendo ogni momento significativo del percorso olimpico. Arianna Fontana, fresca del titolo europeo sui 1500 metri e con tredici medaglie olimpiche, è la prima ambassador italiana di Corona Cero, incarnando sacrificio, capacità di adattarsi e l’importanza di prendersi tempo per rigenerarsi.
Smart drinking: moderazione come valore
L’eredità di AB InBev va oltre l’evento sportivo: investimenti nelle infrastrutture che rimarranno in Italia, presenza capillare da Milano a Livigno, attivazioni nel retail e nell’Horeca. Ma il cuore della strategia si chiama smart drinking, la promozione del consumo responsabile che AB InBev diffonde attraverso campagne urbane (come quella sulla linea M4 di Milano), formazione del personale e materiali informativi nei punti di consumo. Moderazione, pianificazione (ovviamente, no alla guida dopo aver bevuto), alternanza tra bevande alcoliche e analcoliche: insomma, tutti principi che incarnano perfettamente i valori olimpici.
Corona Cero, lanciata in Italia nel 2024 e prodotta con ingredienti naturali al cento per cento, è il simbolo questa filosofia: stesso gusto rinfrescante di Corona, zero alcol. Una scelta che risponde a un pubblico sempre più attento all’equilibrio, ma che naturalmente non intende rinunciare al piacere senza tempo di una birra fresca.
