La crescita esponenziale di Daniele Di Stefano: le sue Olimpiadi saranno quelle del 2030
Una nuova freccia nella faretra azzurra. Lo si era intuito già dai 1000 metri: la condizione di Daniele Di Stefano era apparsa eccellente alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, rassegna dedicata allo speed skating. Dopo un sorprendente settimo posto nei 1000 metri — distanza non propriamente nelle sue corde per caratteristiche fisiche e tecniche — il pattinatore azzurro classe ’99 ha offerto un’ulteriore prova di solidità e crescita nella gara dei 1500 metri maschili.
Il quinto posto finale, a 0”59 dal podio (1’43”41), maturato in una competizione di livello assoluto, dice molto. Una prova stellare, impreziosita dal successo del cinese Zhongyan Ning, capace di imporsi anche sull’asso statunitense Jordan Stolz. Un contesto di altissimo spessore che valorizza ulteriormente il risultato dell’azzurro e certifica la sua crescita nel corso della stagione, proprio nel palcoscenico più importante.
Nato a Ladispoli in una famiglia di pattinatori — il padre Salvatore praticava la velocità, la madre Fiorella il pattinaggio artistico — Di Stefano ha iniziato la propria carriera sui pattini a rotelle. Un percorso comune ad altri atleti italiani di vertice, come Francesca Lollobrigida e Davide Ghiotto, esempi emblematici di questa transizione vincente.
I segnali della sua ascesa erano già emersi nella scorsa stagione, con i primi podi individuali nella mass start: secondo posto a Nagano e terzo a Pechino. Quest’anno, però, i progressi si sono estesi anche ai 1500 metri, come dimostra il sesto posto ottenuto in una tappa di Coppa del Mondo sul ghiaccio di Tomaszów Mazowiecki, in Polonia.
I riscontri olimpici, dunque, si inseriscono in un percorso coerente e in costante evoluzione. Guardando alle Olimpiadi Invernali del 2030, Di Stefano potrà esprimere appieno il proprio potenziale, forte di un bagaglio di esperienza e maturità agonistica sempre più solido, in una specialità tra le più competitive del panorama internazionale.
