“Michelangelo non ha bruciato le sue ultime tele, le ha nascoste in una stanza segreta con un sistema di chiavi multiple per aprirla”: l’incredibile scoperta
Contrordine: Michelangelo non ha bruciato le sue ultime tele. Come riporta Il Messaggero una ventina di opere poco note o di autenticità incerta sono in realtà firmate da Michelangelo Buonarroti. Insomma, il protagonista del Rinascimento italiano non bruciò i suoi bozzetti prima di morire. Questo è ciò che avrebbe scoperto una giovane ricercatrice indipendente romana, Valentina Salerno. La studiosa dell’arte ha ricostruito nel particolari quelle che risultano le ultime settimane di vita dell’artista aretino. Secondo Salerno i capolavori sarebbero rimasti in una stanza blindata e segreta e lì nascosti dai suoi allievi.
Si tratterebbe di centinaia di bozzetti, disegni e sculture che non avevano ufficiale attribuzione. “Uno dei documenti ritrovati descrive l’esistenza di una stanza in cui vennero nascosti dei beni”, ha spiegato la ricercatrice al Messaggero. Una stanza che conteneva materiale tanto prezioso da prevedere – spiega – “un sistema di chiavi multiple per la sua apertura”. Spazio comunque “vuoto da oltre 400 anni”. Insomma, Giorgio Vasari aveva diffuso delle fake news. Vatti a fidare.
Come segnala l’Ansa, la ricerca di Salerno è stata sostenuta dai Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Sacramento e dal professore Michele Rak. È stato poi il cardinale arciprete della basilica di San Pietro, Mauro Gambetti, a dar vita a un comitato scientifico composto da grandi esperti provenienti dai maggiori musei del mondo che pare abbia lavorato persino durante il Conclave.
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