Quentin, il corteo per il giovane ucciso dagli antifa a Lione si farà. Ma l’estrema sinistra voleva vietarlo…
La manifestazione in ricordo di Quentin Deranque, ucciso dagli antifascisti a Lione, si farà sabato pomeriggio proprio nella sua città natale. Anche se l’estrema sinistra ha chiesto di vietarla per evitare presunti disordini. Il primo a chiedere la sospensione dell’evento è stato il sindaco dei Verdi Gregory Doucet «per garantire un quadro sereno e prevenire qualsiasi violenza, il divieto di questa manifestazione costituisce l’unica decisione responsabile». Ma il ministro dell’Interno ha già preso una decisione, affermando che non ha intenzione di richiedere l’annullamento del raduno: «Le forze dell’ordine saranno dispiegate lungo il perimetro del corteo». Poi ha spiegato che ci sarà anche «un dispositivo di sicurezza molto importante» e che saranno attese tra le 2.000 e le 3.000 persone. Se ne facesse una ragione il primo cittadino: la memoria storica è più forte della paura e della superficialità.
Quentin, il corteo a Lione per il giovane ucciso dagli antifà si fa. Ma sinistra radicale voleva impedirlo
Anche il coordinatore de La France Insoumise, Manuel Bompard, ha sparato diverse sciocchezze per chiedere il veto sul raduno: «La marcia prevista sabato a Lione è ben lontana dall’essere solo un omaggio alla vittima. E’ pensata per essere una vera e propria manifestazione fascista nelle strade. Sono attesi più di mille neonazisti da tutta Europa, spinti dal desiderio di una vendetta letale. E questo rappresenta una minaccia reale per gli abitanti. Deve essere vietata come è stato fatto altrove, come a Tolosa».
Insomma, si preoccupa dei neonazisti immaginari, quando il vero problema sono gli antifascisti che hanno massacrato a mani nude un giovane di destra. Questo è il modo in cui le sinistre radicali vorrebbero censurare qualsiasi protesta non gradita, censurando chi non la pensa come loro e gettando fango quando e dove conviene. Bompard è lo stesso che ha difeso Raphael Arnault, fondatore della Jeaune guarde antifasciste bandita dal Paese, affermando che il deputato sarebbe rimasto al suo posto nonostante tutto. Parlano di etica e di pagliuzze negli occhi degli altri, quando non riescono a trovare la trave nei propri.
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