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Centro commerciale di Borgarello: la società rinuncia dopo 30 anni

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/ borgarello

La battaglia dei (quasi) 30 anni è finita. Dopo un quarto di secolo di polemiche, scontri politici e battaglie legali, è arrivata la parola fine per una delle vicende più controverse della recente storia provinciale: quella del centro commerciale di Borgarello. La società proponente, ha definitivamente rinunciato all’ultima causa, quella che ancora pendeva davanti al consiglio di Stato, ritirando il ricorso contro la precedente sentenza del Tar che aveva dato ragione al Comune.

la battaglia dei 30 anni

Partiamo proprio dal penultimo capitolo di una storia ricca di colpi di scena e ribaltoni di un’iniziativa avviata dall’allora società Progetto commerciale di Bergamo (oggi Gsm, quella che oggi vuole realizzare il data center a Certosa, ndr): la sentenza del Tar del dicembre 2023. I giudici amministrativi (dopo altre due cause intentate dalla società, sempre perse) riconobbero piena legittimità al Pgt che dava una destinazione agricola ai 217mila metri quadrati che precedentemente avevano invece un utilizzo commerciale.

Un Pgt che, approvato nel 2016 dall’allora giunta guidata dal sindaco Nicola Lamberti, aveva dato una svolta al destino del mega market, presentato per la prima volta quindici anni prima dalla società bergamasca che, proprio a causa del nuovo Piano di governo del territorio, aveva presentato richiesta danni per 30 milioni e mezzo di euro.

Un contenzioso partito 7 anni prima e giunto alla fine con una sentenza che riteneva legittime le delibere con cui l’amministrazione aveva cancellato la previsione di insediamento del centro commerciale nell’area industriale del paese, poi riconvertita ad agricola proprio per fermare un progetto che a Borgarello non hanno mai amato, nè voluto.

l’ultima mossa

La svolta era arrivata proprio con l’elezione di Lamberti, dopo che i sindaci precedenti – uno dopo l’altro – avevano accettato un destino che pareva già segnato, dopo l’approvazione del progetto in origine, quando sindaco era Donato Rovelli, artefice (e sostenitore fino alla fine) dell’insediamento. Da allora in poi la stessa elezione del sindaco di Borgarello si era sempre giocata su questo tema. Lamberti invece non si è mai fatto intimorire mantenendo la rotta. Anche se questo gli costò, nel 2010, la fine del mandato anzitempo proprio per il “tradimento” di alcuni consiglieri di maggioranza schieratisi alla fine a favore del progetto. Rieletto, aveva rilanciato la sfida: quella di sopravvivere senza gli introiti milionari promessi dall’insediamento, puntando tutto su consumo di suolo zero e restituendo all’agricoltura 38 ettari di terreno, con una diminuzione del consumo di suolo di quasi il 96%, rispetto al Pgt precedente. Portò a conclusione mandato e missione: niente centro commerciale a Borgarello. Il resto è storia recente. L’ultima sentenza del Tar, l’impugnazione da parte della società al consiglio di Stato. Poi, improvvisa, la decisione di ritirare il ricorso abbandonando definitivamente la battaglia. Una scelta che i proponenti non hanno voluto, al momento, nè spiegare, nè commentare.




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