“Sarah Ferguson è scappata in una clinica svizzera da 15mila euro al giorno, ma ha paura di essere trovata e si sposta di continuo”: la fuga dopo lo scandalo Epstein
Che fine ha fatto Sarah Ferguson? Qualcuno l’ha definita “globe trotter”, una giramondo, praticamente in fuga dal suo passato, dal suo ex marito e dal rischio di fare la stessa fine. Gli ultimi avvistamenti risalgono al 12 dicembre, quando in St James’s Palace ha partecipato al battesimo della nipotina Athena, ultima nata a casa della figlia Beatrice. Successivamente avrebbe fatto una comparsata al Royal Lodge, la residenza dove ha vissuto gli ultimi anni insieme all’ex marito e che, da giovedì, è stata aperta alle perquisizioni della polizia che resterà lì almeno fino a lunedì prossimo. In assoluta discrezione, poi, sarebbe andata in Qatar insieme alla figlia Eugenie e successivamente a Miami con il genero di origini italiane, Edoardo Mapelli Mozzi.
“Potrebbe aver lasciato tracce utili alle indagini”
L’immagine attribuita ad un personaggio che ha vissuto la sua esistenza come una corsa ad ostacoli per scappare dai guai e dagli scandali in cui andava puntualmente ad infilarsi, è quella di una donna intenta a fare “sofa-surfing su scala globale, cambiando sistemazione ogni cinque giorni, senza dire a nessuno dove si trova finché non se ne va”. “È paranoica – avrebbe spiegato una fonte anonima al Daily Mail – teme di essere trovata perciò si muove in fretta”. Gli agenti stanno alle calcagna dell’ex marito, cercano elementi di prova nella residenza che i due hanno condiviso per decenni e, prima di andarsene, anche lei potrebbe aver lasciato tracce utili alle indagini.
Il legame con Epstein
La polizia sta analizzando le attività svolte da Andrea Mountbatten-Windsor ai tempi in cui lavorava come inviato speciale del governo britannico per il commercio e gli investimenti ed eventuali tracce di comportamenti illeciti riferibili alla tratta di esseri umani che portò in cella Jeffrey Epstein nel 2019.
Fergie potrebbe non essere immune. Le e-mail pubblicate negli Epstein Files, dimostrano come lei scrivesse assiduamente al predatore sessuale americano, il suo amico “supremo”; si firmava “la testa rossa” ed era sempre in cerca di soldi: Epstein per lei era praticamente un bancomat.
Fergie lo aveva contattato per chiedergli denaro anche nel 2008, mentre lui stava scontando la sua condanna in carcere per favoreggiamento della prostituzione minorile. Lo aveva implorato di assumerla come “assistente personale” e a pochi giorni dal suo rilascio era volata in Florida con le due figlie per andare a pranzo con lui. Successivamente, era stata costretta a prendere le distanze da lui, almeno a parole, salvo poi tornare all’attacco per scusarsi ribadendogli il suo affetto incondizionato mentre pubblicamente continuava a spiegare che se i contatti erano ripresi era solo perché lei lo temeva e aveva paura che lui potesse vendicarsi sulla sua famiglia.
La fuga nella clinica svizzera
Oggi che Sarah Ferguson deve cavarsela da sola, molti si chiedono come possa aver pagato il conto della costosissima clinica Svizzera dove avrebbe trascorso un periodo di riabilitazione lo scorso gennaio. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani e dal Daily Mail, durante la sua recente “fuga”, Fergie avrebbe soggiornato alla Paracelsus Recovery Clinic, un luogo frequentato da vip e personaggi molto facoltosi, dove lei sarebbe una habitué. Una stanza da quelle parti arriva a costare fino a 15.000 euro al giorno e, oltre ai trattamenti di riabilitazione legati alle dipendenze, ai disordini alimentari e ai disturbi mentali, il centro offre servizi come chef privati, autista, maggiordomo e uno staff di medici a disposizione, sempre. “Lei si sente a casa al Paracelsus – avrebbe affermato una fonte svizzera al tabloid – e sa che lì trova amore e attenzioni, così come trattamenti per la sua salute quando si sente più vulnerabile”. La Ferguson in passato era stata testimonial del centro, ospite di un video publicato on line insieme al fondatore, Jan Gerber. Nella chiacchierata aveva raccontato delle difficoltà attraversate nell’infanzia, dei momenti duri quando le era stato diagnosticato il cancro e del suo percorso alla ricerca di supporto psicologico.
Come una influencer contemporanea, Sarah Ferguson sui suoi profili social aveva pubblicato post dedicati alla clinica per promuoverne l’attività e aveva rilasciato diverse interviste ai quotidiani inglesi per elogiarne il valore. Questo stretto legame sarebbe l’unica spiegazione per capire come una donna che oggi si dice in cerca di soldi, possa aver pagato il conto alla Paracelsius, un mese fa. Ma per quanto potrà durare la sua fuga?
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