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Giorgio Piola: “La Ferrari ha attuato una soluzione lecita e intelligente. Sono sicuro che verrà imitata”

Nuova puntata di Motor News, approfondimento dedicato alla Formula 1 sul canale YouTube di OA Sport. Il focus è stato sulla prima finestra di test in Bahrain, una fase cruciale in cui i team hanno cercato di raccogliere il maggior numero possibile di dati in vista del nuovo ciclo regolamentare.

Tra gli ospiti non poteva mancare Giorgio Piola, firma storica del motorsport mondiale, che grazie alle sue illustrazioni tecniche ha fornito numerosi spunti di analisi. Come racconta lo stesso Piola: “Sì, devo dire che sono arrivato qui in Bahrain con un obiettivo preciso: andare subito a vedere l’Aston Martin, e l’ho fatto immediatamente. La sorpresa è stata tanta perché, come sempre, ci sono moltissime novità tecniche. Tuttavia, si è dimostrata fin da subito una vettura molto complicata“.

Il riferimento è alla nuova Aston Martin, che per la prima volta ha realizzato una monoposto completamente autonoma dal punto di vista progettuale: “È la prima monoposto completamente costruita da Aston Martin. Per la prima volta non utilizza solo un motore diverso – che è un Honda sviluppato appositamente per la squadra – ma anche un cambio proprio. In passato utilizzava l’intero gruppo motore-cambio Mercedes. Questo rende il progetto estremamente ambizioso, partendo completamente da zero”.

Un progetto che porta la firma di Adrian Newey: “Newey ha realizzato una monoposto secondo il suo stile: estrema in tutte le soluzioni“. Secondo Piola, proprio questa estremizzazione ha creato le prime difficoltà: “Anche il motore Honda si è trovato in difficoltà, e il matrimonio con soluzioni così estreme è stato particolarmente complesso. Lo si è visto subito: rispetto a Barcellona sono state aperte le fiancate, sono aumentati gli sfoghi, ma bisogna analizzare tutto passo per passo“.

L’analisi entra poi nel dettaglio tecnico: “Il muso è molto particolare, con una sospensione anteriore che presenta un braccio posteriore del triangolo superiore lunghissimo, che arriva quasi all’inizio delle fiancate. È un braccio con evidenti funzioni aerodinamiche. È una soluzione multilink estrema, così come è estrema la posizione delle pinze dei freni, collocate in maniera inedita nella ruota anteriore“.

Scelte che rispondono a una precisa filosofia aerodinamica: “Questa monoposto è chiaramente studiata in funzione dell’aerodinamica. Il lungo braccio posteriore genera una forte caratteristica anti-dive, impedendo al muso di abbassarsi in frenata. Inoltre è apparsa subito come la vettura con più rake rispetto alle altre, un concetto che sembrava essersi attenuato con l’era dell’effetto suolo“.

Estreme anche le fiancate: “Sono fiancate che nascondono un’altra soluzione molto costosa: un radiatore quasi orizzontale, con un’inclinazione minima. La sezione che contiene i pacchi radianti è piccolissima, meno di 20 centimetri. Il radiatore ha un andamento sinuoso, non rettilineo come su altre monoposto, per esempio la Ferrari“.

Il confronto visivo è evidente: “Nella vista frontale si nota chiaramente: la sezione della Aston Martin è minuscola, con uno scasso enorme e un passaggio d’aria incredibile. Tutta la fiancata è costruita attorno alla “pelle” del telaio“. Tutto questo, però, ha un prezzo: “Per sacrificare tutto sull’aerodinamica si è reso il progetto molto complesso. Anche la sospensione posteriore è stata estremizzata: non è fissata al supporto dell’ala, ma a una struttura deformabile che sale verso l’alto, integrando anche i piloni dell’ala posteriore“.

Il risultato? Questa struttura ha comportato un aggravio di peso. Uno dei problemi principali dell’Aston Martin, oltre al motore non ancora al livello degli altri, è proprio il peso. Dieci chili in più significano tra i due decimi e mezzo e i tre decimi al giro. È una perdita secca. Newey dovrà lavorare moltissimo per far dimagrire la monoposto“.

Allargando il discorso, la rivoluzione tecnica del 2026 coinvolgerà anche i piloti: “Dovranno cambiare profondamente lo stile di guida. Me lo aveva già anticipato Ivan Capelli. C’è molto meno carico deportante: il fondo è scalinato, ma nei canali laterali è piatto fino alla ruota posteriore, con un effetto Venturi ridotto. Le vetture sono meno composte in curva e più difficili da gestire“.

Passando agli altri top team, Piola sottolinea la solidità della Mercedes: “Ha avuto qualche problema nella zona della sospensione posteriore, ma si è dimostrata molto in forma. È difficile sbilanciarsi nei pronostici: c’è l’impressione che si sia un po’ nascosta. Non a caso Toto Wolff ha enfatizzato la velocità della Red Bull in rettilineo, spostando l’attenzione su altro“.

La vera sorpresa, però, è stata la Ferrari: “Ha introdotto soluzioni molto interessanti, in particolare nella zona del diffusore. Nella sezione centrale ha aggiunto un allungamento e due piccoli flap accanto alla struttura deformabile. Questo ha aumentato sensibilmente la capacità di generare deportanza al posteriore. È una soluzione completamente lecita e molto intelligente. Sono convinto che verrà presto imitata“.

Una macchina che sembra aver riscosso i favori di Lewis Hamilton, dopo i mugugni dell’anno scorso: “Lewis è sempre stato uno che portava consigli, essendo spesso anche diretto. I piloti di talento hanno sempre fatto valere il loro punto di vista in maniera chiara: Ayrton Senna, Michael Schumacher facevano lo stesso».

La chiusura è all’insegna della prudenza: “Ho sempre odiato fare previsioni, specie in una stagione di grandissimi cambiamenti come questa. Anche vincere le prime quattro gare non garantisce il titolo. Questo campionato è un salto nel buio epocale: bisogna ripartire da zero“.

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