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Panichi sul recupero di Rune: “In anticipo sui tempi, poi bisognerà vincere le paure”

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Holger Rune è entrato nella diciottesima settimana del suo percorso di riabilitazione. Il classe 2003 danese si trova a Doha, precisamente all’Aspetar, Ospedale Ortopedico e di Medicina dello Sport, un centro di eccellenza mondiale. Negli ultimi video postati sui propri canali canali social, Holger, dall’anno scorso seguito dal preparatore atletico Marco Panichi, si mostra in palestra, intento a camminare sul tapis roulant, a saltellare e anche in campo a colpire dritti. È solo quest’ultima attività a rivelare – a chi non lo sapesse – un “problema” alla gamba sinistra, innaturale nei movimenti e negli appoggi.

“In anticipo sui tempi”

Venendo dalla rottura completa del tendine d’Achille, un osservatore inesperto potrebbe pensare che la riabilitazione stia procedendo più velocemente del previsto. E avrebbe ragione, come spiega Marco Panichi a Spazio Tennis: “Siamo leggermente in anticipo sul protocollo, per quello che vuol dire. Lui sta lavorando molto motivato e questo ci fa ben sperare”.

Il tema degli infortuni

Il tema degli infortuni nel Tour è uno degli argomenti più discussi negli ultimissimi anni. C’è chi accusa il calendario tennistico troppo fitto, chi i materiali, il calo di qualità delle palline, le superfici dure ma relativamente lente da esigere scambi lunghi. Da un lato Panichi ricorda che “gli infortuni ci sono sempre stati”, ma dall’altro che questo sport diventa sempre più demanding”. Come del resto ogni sport, anche il golf, che “era un po’ considerato un passatempo e adesso i professionisti hanno cambiato completamente il loro fisico perché devi fare 300 metri con un drive”.

Nonostante la sempre maggiore cura nella preparazione atletica, gli infortuni capitano ancora. “Dipende dalla modulazione del carico – quanto giochi, quanto tempo dai al corpo per recuperare – dalla prevenzione, warm up, routine di bilanciamento posturale, cooldown. Diventa un impegno molto stressante dal punto di vista proprio di spesa di tempo su una cosa del genere”.

Non c’è più la pre-season di una volta

A proposito del calendario, Panichi parla della pre-season: “Prima, il calendario permetteva di stare quasi due mesi fermi, c’era possibilità di riposare, fare un certo tipo di programmazione. Adesso, se il nostro giocatore vince e gioca addirittura le finali di Coppa Davis, abbiamo tre o quattro settimane. Quindi è importante nel corso della stagione trovare dei periodi dove si può rientrare un pochettino ai box, dare il tempo al corpo di recuperare. Sto semplificando, però ci aiuta molto anche la scienza, riusciamo a testare il nostro giocatore, a capire a che punto sta magari dopo un torneo molto stressante e sappiamo come comportarci dal punto di vista dei carichi da dare e come allenarlo”.

“Vincere le paure”

Tornando al recupero di Rune, Panichi evidenzia che “la componente mentale è un pochettino più importante e lì non c’è una statistica di quello che può essere. Una volta che il tendine, in questo caso, è perfettamente guarito, bisogna vincere le paure di fare un contromovimento, uno scatto o scendere da un servizio. Dipende da come lo gestisce il giocatore”. Riguardo ai tempi del rientro, dice: “Non stabiliamo dei programmi ben precisi. In base a come reagirà, decideremo quando entrare, non per cercare il risultato, ma per ritrovare quel feeling che gli permette di essere competitivo”.

M.S.




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