Povera Italia, che ci riporti addirittura all’invettiva di Dante: “non donna di province, ma bordello”
Povera Italia, che ci riporti addirittura all’invettiva di Dante: «non donna di province, ma
bordello».
Un’espressione che oggi sembra restituire tutto il disagio, il fallimento e i timori del centrodestra,
che oltre a una scomposta e ambigua proposta di riforma della Costituzione, tenta di superare le
proprie difficoltà con un volgare assalto alla legge elettorale, trascinando al voto anche i colleghi di
governo e i teorici sostenitori del Sì al referendum di marzo.
Una proposta indecente, ancor più indicativa del crescente timore di poter perdere il referendum e di
rappresentare uno storico rifiuto da parte di elettori e cittadini che erano stati tentati dal centrodestra
a guida Meloni, la quale si troverebbe così ad affrontare una sconfitta durissima.
La decisione di bruciare le tappe con una legge elettorale percepita come antidemocratica e
subalterna al presidente degli Stati Uniti non appare una risposta adeguata ai veri bisogni degli
italiani. Al contrario, rischierebbe di risultare contraria agli interessi del Paese, specialmente dei più
giovani, che guardano con preoccupazione alle difficili prospettive future e al necessario contributo
per il rilancio dell’Europa e per un rafforzamento del ruolo dell’Unione Europea.
Nel frattempo, la difficile condizione dell’Ucraina continua ad aggravarsi sotto l’assalto ininterrotto
di bombardamenti e missili utilizzati da Putin per costringere Zelensky all’abbandono e infliggere
una sconfitta non solo all’Ucraina, ma all’Europa e all’intero mondo libero.
A nulla varrebbero l’eccitazione per i giochi olimpici, gli applausi per le Olimpiadi invernali o il
successo – peraltro non privo di ombre – del grande pubblico di Sanremo, se tutto ciò fosse
accompagnato dalle smargiassate di Trump: dalle sue velleità contro l’Iran alle ambiguità e
indecisioni che rischiano di tradursi in sconfitte sostanziali, tra intrallazzi, coperture e annunci di
nuove manovre, mentre cresce il degrado del consenso e si incrina il sostegno dell’opinione
pubblica, negli Stati Uniti e non solo.
Paradossalmente, dovremmo persino essere entusiasti, nonostante l’ambiguità e la spregiudicatezza
della presidente italiana, abile nel gioco delle tre carte ma esposta al gravissimo rischio di mostrare
sempre più chiaramente le proprie equivocità e le proprie crescenti contraddizion
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