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Sanremo 2026, Gino Cecchettin sui femminicidi: “Scambiamo il controllo con l’amore, la responsabilità non è mai di chi subisce una violenza”

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Tra gli ospiti della Finale di Sanremo 2026 anche Gino Cecchettin che ha parlato di femminicidi e della fondazione a nome della figlia, uccisa a novembre del 2023 dall’ex fidanzato Filippo Turetta. Gino Cecchettin ha detto: “Scambiamo il controllo con l’amore, la responsabilità non è mai di chi subisce una violenza”.

“C’è un dato gravissimo che ci racconta un fenomeno troppo diffuso. Ci sono oltre 100 femminicidi l’anno. Una donna ogni 3 giorni viene uccisa”, spiga Cardinaletti. “Sono figlie, sorelle, madri, amiche”, aggiunge Pausini. “Quelli che appariranno adesso sono i loro nomi, quelli delle donne uccise dal 2023 a oggi”, conclude Conti. All’Ariston, cala il silenzio. Sul ledwall compaiono nomi di donne vittime di femminicidio, uno dopo l’altro. Fino a invadere tutto lo schermo. Sale sul palco Gino Cecchettin, padre di Giulia, uccisa nel 2023 dal suo ex fidanzato Filippo Turetta, ora condannato all’ergastolo. “Come si può affrontare un dolore così grande?”, la domanda di Conti. “È un dolore che si vive nell’intimità, che impari a conoscere nel profondo, che ti accompagna tutti i giorni e che sai che fino all’ultimo dei tuoi giorni sarà con te. Allora è una scelta, o annichilirti o chiuderti oppure provare a trasformarlo. E io ho deciso questa seconda strada. Prendendo ispirazione proprio da Giulia, che aveva un animo altruista, un occhio di riguardo per le persone più fragili. Creando la fondazione, ho pensato che se anche una famiglia può risparmiare quel dolore che io ho vissuto, allora forse vale la pena di provarci”, risponde Cecchettin.

“Come si riconosce la violenza?”, chiede Pausini. “Si riconosce perché avviene prima, inizia molto prima di quello che pensiamo. Quando scambiamo il controllo con l’amore, quando pensiamo che la gelosia sia necessaria per la nostra relazione, quando non educhiamo al rispetto e quando nei silenzi lasciamo passare quelle battute sessiste, quando usiamo violenza nelle nostre parole. C’è una cultura che per tanto tempo ha giustificato, ha ignorato questo problema. Noi dobbiamo cambiarla, altrimenti cambieremo solo il nome delle vittime. Per cambiare quella cultura bisogna fare educazione, bisogna educare al rispetto, educare i bambini a riconoscere le emozioni, a gestirle, i ragazzi ad accettare un rifiuto. È necessario insegnare agli adulti che non bisogna avere paura della libertà di una donna e bisogna dire loro che un no è un no”. Mentre parla, Cecchettin si commuove: “Ho visto il nome di Giulia e mi sono emozionato”. Poi gli viene chiesto un messaggio per le donne: “Vorrei dire loro che non sono sole e che la loro libertà non è negoziabile. La responsabilità non è mai di chi subisce una violenza. Chiedere rispetto non è chiedere troppo, è il minimo.

Però vorrei dire qualcosa anche agli uomini. Stiamo facendo la guerra a un maschilismo tossico che ci sta minando la vita. L’amore è una cosa che non urla, non ferisce, non fa male, ma lascia spazio, lascia libera la vita”.

L'articolo Sanremo 2026, Gino Cecchettin sui femminicidi: “Scambiamo il controllo con l’amore, la responsabilità non è mai di chi subisce una violenza” proviene da Il Fatto Quotidiano.




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