Sanremo, promossi e bocciati: i voti senza sconti all’Ariston della Sentinella
Francesco Renga (7) La canzone è calzata a pennello per lui: Renga nella forma migliore. Fedele a sé stesso non sbaglia, il suo pubblico la canterà a lungo.
Chiello (5) “Ti penso sempre” recita il titolo della sua canzone. Ecco, noi no. Non ti pensiamo. Dimenticabilissimo.
Raf (8) La voce è quella di sempre, lui dimostra vent’anni di meno e la canzone è in perfetto stile sanremese. Poteva pure vincere lui se non ci fosse stata la truppa di artisti napoletani a cannibalizzare il televoto. Bravo.
Bambole di pezza (5,5) Carattere e temperamento non mancano a queste cinque ragazze trainate dalla voce di Martina Ungarelli. L’impressione però è che il progetto artistico sia fuori dal tempo.
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Leo Gassmann (5) Non capiamo perché Leo Gassmann si ostini a cantare visto che è un ottimo attore. Ed è anche bravo ma il progetto musicale non è a fuoco.
Malika Ayane (3) Il look è promosso, la canzone invece non sa di niente: “Animali notturni” è destinata ad un veloce oblio. La vicenda della presunta pubblicità occulta poi si commenta da sola: il titolo è quello del kit cosmetico lanciato dal noto brand Veralab cui sarebbe legata contrattualmente, come dimostra un post Instagram della stessa artista con l'hashtag #adv. Deprimente.
Tommaso Paradiso (5,5) “I romantici” è la nuova canzone di Tommaso Paradiso. Ma potrebbe anche essere la prima. Debutto incolore in questo suo primo Sanremo ma i suoi fans non restano delusi.
J-Ax (7) Il country style di J-Ax rinfresca per l’ennesima volta la sua immagine musicale e ci consegna un tormentone estivo. Carino. Dovrebbe tenere un corso dal titolo “Come restare sulla cresta dell’onda”; lui da solista lo fa benissimo da vent’anni.
Lda e Aka 7even (6,5) L’impronta del papà di Lda, Gigi D’Alessio, si sente eccome in queste “Poesie clandestine”. Il brano è gradevole, il ritornello orecchiabile. Bravo Gigi.
Serena Brancale (6,5) L’omaggio alla mamma nel brano “Qui con me” è bellissimo, poetico, intenso. La voce, la tecnica superlativi. Ma il brano appare troppo ambizioso. L’impressione è che abbia voluto strafare.
Patty Pravo (6) Che gli vuoi dire a Patty Pravo. Già la sua presenza, la voglia di esserci sono di esempio. E la canzone non è nemmeno male: cantare “siamo santi e peccatori” però è oltre il concetto di banalità.
Sal Da Vinci (7,5) Le sonorità della tradizione napoletana convincono l’Ariston confermando la tendenza delle ultime edizioni. Sal Da Vinci incarna alla perfezione Napoli e i suoi colori, e la sua genuinità conquista il pubblico di Sanremo dopo il successo di “Rossetto e caffè”. Il ritornello di “Per sempre sì” è un diabolico tormentone.
Elettra Lamborghini (4) Elettra Lamborghini è simpatica, ironica ma la sua canzonetta è davvero inconsistente, poco più di un jingle.
Ermal Meta (5) Stella stellina… da lui ci si aspettava davvero molto di più. Il suo impegno civile a favore della Pace e “dei bambini silenziati dalle bombe” è encomiabile. Ma la composizione melodica è debole e il ritornello-filastrocca alla lunga mostra scarsa originalità.
Ditonellapiaga (8) Finalmente si balla. Ritmo e un ritornello coinvolgente sono un binomio garanzia di successo per questo pezzo. Lei brava e con un look iconico che sarà copiatissimo.
Nayt (7) L'artista affronta tematiche profonde con uno stile asciutto e immediato. Un rap senza sovrastrutture che punta dritto all'obiettivo, dando prova di una notevole maturità di scrittura.
Arisa (6) Non si può bocciare la voce di Arisa, un incanto all’ascolto. Ma questa ballata autobiografica non ci convince. Al settimo Sanremo la cantante poteva osare un po’ di più.
Sayf (7,5) Scanzonata e divertente, questa canzone porta l’energia del suo giovane interprete e fa riflettere: usa l’amore come lente per raccontare inquietudini e contraddizioni.
Levante (5) Tanti luoghi comuni nel testo che vede l’ennesimo ritorno di Levante a Sanremo.
Fedez & Masini (5) Una formula pop e rap vista e stravista. L’accoppiata è poco convincente e il tenore assolutorio del testo verso uno dei due interpreti stride come unghie sui vetri.
Samurai Jay (7,5) Divertente e spensierato questo brano dal linguaggio multiculturale e ritmato che coinvolge tutti.
Michele Bravi (7) Fragilità e assenza sono i temi attorno a cui ruota questa nuova delicata composizione di Bravi che di strada ne ha fatta dalla vittoria a X Factor nel 2013. Il pop diventa una sorta di forma letteraria.
Fulminacci (6) A cinque anni dal sedicesimo posto con Santa Marinella, Fulminacci è tornato in gara con “Stupida fortuna”. Questa volta la canzone è gradevole condita da tanto supporto marketing.
Luché (9) Una canzone d’amore che racconta di un addio per il debutto sanremese del rapper napoletano. Testo e musica convincono, brano maturo e iper-orecchiabile. L’autotune sostiene bene l’impatto emotivo del pezzo.
Tredici Pietro (7) Cadute e risalite al centro del pezzo del figlio piccolo di Gianni Morandi. Se la cava decisamente bene e vista l’eredità pesante che indirettamente porta non è poca cosa.
Mara Sattei (5) E’ forse la canzone più sanremese di tutte e lei ha una bella voce. Ma sa tutto di compitino.
Dargen D’Amico (7) Fedele alla sua matrice sociale, il rapper milanese ha deciso di affrontare il fenomeno del momento: l'Intelligenza Artificiale. Orecchiabile e piacevole ma non gli si perdona il duetto con Pupo.
Enrico Nigiotti (7) Si guarda dentro e lo canta in musica il cantante e chitarrista livornese nato ad Amici. Maturo.
Maria Antonella & Colombre (6,5) Una canzone politica travestita da pop. A dirlo sono loro. La felicità come diritto di tutti. Bei propositi che in musica suonano pure bene.
Eddie Brock (6) Un amore non corrisposto è il fil rouge di questo brano dell’artista romano che dà sfogo alla frustrazione per un sentimento non condiviso. Soffrire d’amore, tema poco originale ma la canzone funziona.
