Don Vernetti, rientra la salma. Mercoledì mattina i funerali
Stradella. Stradella si prepara a riabbracciare il suo parroco don Gianluca Vernetti, morto venerdì, a 57 anni, per un malore improvviso mentre era a Brusson, in val d’Aosta con un gruppo di bambini e famiglie.
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L’ultimo saluto
Se non ci saranno altri ritardi, infatti, oggi (lunedì 2 marzo) arriverà il nulla osta per il trasferimento del feretro, che da venerdì si trova nella camera mortuaria del municipio di Brusson. Così, come ha detto anche il viceparroco don Daniele Lottari, ieri durante le messe, oggi nel tardo pomeriggio la salma arriverà in chiesa parrocchiale dove, alle 20.30, sarà recitato il rosario in suffragio, così come domani, sempre alle 20.30.
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Manca solo l’ufficialità, ma i funerali, invece, si terranno mercoledì mattina, alle 11, e saranno celebrati dal vescovo di Tortona, monsignor Guido Marini. Per tutta la giornata di domani il feretro del sacerdote sarà in chiesa per le visite.
Si sta già muovendo la macchina organizzativa per le esequie, alle quali sono attese centinaia di persone, da Stradella, Broni e da tutta la valle Staffora, tra cui tanti sindaci e autorità. Visto che, già per la veglia di preghiera di sabato sera, la chiesa parrocchiale era stracolma, il Comune sta valutando di chiudere l’area di piazza Vittorio Veneto, deviando il traffico sulle strade laterali, per consentire l’afflusso di persone e di ascoltare la funzione anche dall’esterno tramite la filodiffusione.
Fino a mercoledì è stato proclamato il lutto cittadino a Stradella e nei centri di Varzi, Bagnaria, Ponte Nizza e Val Di Nizza. A Stradella, eventi sospesi, gonfalone listato a lutto e bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici, serrande dei negozi abbassate per due ore durante i funerali, un minuto di raccoglimento con gli studenti delle scuole.
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Il dolore della comunità
Nel frattempo, ieri, la comunità religiosa stradellina, che meno di un anno fa ha pianto l’ex parroco monsignor Pietro Lanati, ha vissuto la prima domenica senza don Vernetti: un’atmosfera di tristezza e incredulità si respirava durante le messe del giorno. «Oggi ci sentiamo un po’ come orfani - ha detto nell’omelia il giovane viceparroco don Daniele Lottari -, ma non dimentichiamo che anche in questi momenti difficili, come ci avrebbe ricordato anche don Gianluca, il nostro orizzonte come cristiani resta quello della Pasqua e della risurrezione».
