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Il diritto internazionale è morto. Ora ognuno scelga da che parte stare

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La giustizia viene sempre prima di tutto, è un principio fondante delle comunità. Giustizia e verità dovrebbero andare a braccetto. Il diritto è lo strumento con cui realizzare in concreto la giustizia. La legge è l’arma principale del diritto con cui far coincidere o avvicinare quanto più è possibile giustizia e legalità. Lo stato di diritto si definisce tale perché il diritto e la legge sono uguali per tutti. In Italia l’uguaglianza giuridica è scolpita nell’articolo 3 della Costituzione.

Nell’età contemporanea il potere ha spesso abusato del diritto e ha usato la legge per legalizzare abusi e crimini. Negli ultimi tempi il ministro degli Esteri italiano confessa che il diritto vale fino a un certo punto, così come vi sono le condotte al di sopra della legge messe in atto, tra l’altro, da cittadini al di sotto di ogni sospetto. Il capo dei capi, Donald Trump, va oltre ed afferma che il diritto non esiste, che esiste solo la sua morale, argomentazioni più o meno identiche a quelle utilizzate, in epoche storiche diverse, da Adolf Hitler: la morale dello Stato, del popolo e del suo capo, al di là del bene e del male.

L’attacco in Venezuela è servito, con modalità tipiche di una mafia di governo, a mettere sotto scacco un Paese dal quale ottenere petrolio alle condizioni imposte da chi mette in atto condotte minacciose. Dopo avere gli Stati Uniti e molti paesi occidentali contribuito al genocidio del popolo palestinese ad opera del governo Netanyahu, la guerra unilaterale in medio oriente ha l’obiettivo di ridefinire con la forza gli equilibri geopolitici nel solco della configurazione del cosiddetto Grande Israele. La mappatura si sta delineando sempre di più. Un governo manovrabile disegnato in Siria, bombardamenti e distruzioni in Libano dove va imposto un governo fantoccio, accordi con Paesi Arabi fondati su affari, minacce, ricatti e interessi vari, ma soprattutto distruzione dell’Iran, il nemico numero 1 per portare a compimento il disegno di dominio e controllo totale di tutto il Medio Oriente.

Come per giustificare la guerra contro l’Iraq oltre trent’anni fa gli americani e gli inglesi si inventarono le armi chimiche di Saddam Hussein, oggi la bomba atomica diventa il pretesto per distruggere l’Iran. Nessuno ricorda, però, che Israele detiene bombe atomiche senza il rispetto di nessuna normativa internazionale. Non si nega che ci sia un regime in Iran che con la democrazia occidentale non ha nulla a che vedere, ma non è con guerre unilaterali e criminali che si pone fine ai regimi. Anche perché chi decide poi che uno Stato non sia democratico? Sul concetto di democrazia oggi scivolerebbe la maggioranza degli Stati del nostro pianeta.

Il diritto internazionale è morto, oppure totalmente piegato alla legge dei padroni del mondo e dei più forti, il diritto nazionale è gravemente malato, la nostra Costituzione è sotto attacco, le democrazie occidentali sempre più apparenti e formali, ma certamente non sostanziali. Democrazie che non si fondano più su giustizia e verità, ma sempre di più sull’abuso del potere. Con la legge del più forte si stabilisce il nuovo ordine mondiale, la storia del Novecento viene tradita, le vittime, le tragedie e le sofferenze appartengono ai popoli. Ognuno scelga, in questa fase tragica, da che parte stare della storia, perché l’indifferenza di troppi è la benzina dei malvagi.

L'articolo Il diritto internazionale è morto. Ora ognuno scelga da che parte stare proviene da Il Fatto Quotidiano.




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